Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha rotto apertamente il tabù delle elezioni anticipate, di fatto ammettendo che la durata della legislatura non è più considerata un approdo scontato.
Durante il Festival dell’Economia di Trento, il leader della Lega ha ricordato che «la fine legislatura è a settembre» 2027. Ma ha sottolineato che «se si andrà al voto a scadenza naturale non lo so, dipende anche dai fattori economici».
Salvini ha citato «inflazione, caro spesa e caro bollette» come le variabili che potrebbero incidere «sulla fiducia dei cittadini» e di conseguenza sugli equilibri politici.
D’altronde «se uno guarda i telegiornali della sera si mette le mani nei capelli», ha ribadito il vicepremier. Così «chi deve comprare una macchina, una cucina o fare un investimento con quello che sta accadendo, che va a spendere 20, 30, 50 o 100 mila euro? Uno dice, fammi aspettare». Però «se moltiplichiamo quel farmi aspettare, vediamo come succede, per alcuni milioni di persone, hai la tempesta perfetta», ha spiegato Salvini.
L’altro vicepremier però nonché ministro degli Esteri, Antonio Tajani, assume tutt’altra posizione: pur riconoscendo le problematiche internazioni e gli impatti sull’Italia si dice «assolutamente convinto che la legislatura arriverà a scadenza naturale». Chiaramente, ha precisato, «ci sono dei problemi che non dipendono da noi, perché la crisi di Hormuz è provocata da altri, ma l'Italia sta reagendo in maniera positiva, come si può vedere dai dati straordinariamente positivi sull'export». Per di più, «il tessuto industriale funziona, la politica commerciale internazionale del governo è in grado di ottenere buoni risultati. Non sono così pessimista», ha aggiunto il numero uno della Farnesina.
Non si è esposto, invece, sulla possibile durata della 19esima legislatura il ministro della Difesa, Guido Crosetto: «Non lo so, fin quando devo andare a servire il Paese continuo a servirlo...». (riproduzione riservata)