Arriva un nuovo manager in Edp Energia Italia: la capogruppo Edp ha nominato Luis Alvim managing director Client Solutions per sviluppare il portafoglio Energia, che ha già all’attivo circa 1.500 progetti rinnovabili per una capacità contrattualizzata di 170 Mw.
Domanda. Qual è la strategia di Edp per il mercato italiano?
Risposta. L’Italia è un mercato centrale per Edp perché unisce una base industriale molto forte e prezzi dell’elettricità strutturalmente elevati. Gran parte di questa esposizione deriva dalla dipendenza dai combustibili fossili, soprattutto dal gas, che fa sì che la volatilità dei mercati internazionali si traduca rapidamente nei prezzi locali dell’energia elettrica. È per questo che vediamo un forte razionale per le soluzioni rinnovabili decentralizzate. Per molte aziende industriali e commerciali, l’energia è quindi passata dalla bolletta al tavolo del management. Le imprese non cercano più soltanto una fornitura: cercano maggiore controllo, maggiore prevedibilità e maggiore resilienza. La nostra strategia è essere il partner che aiuta gli operatori industriali e commerciali a combinare elettrificazione, fotovoltaico on-site, sistemi di accumulo e altre soluzioni, trasformando l’energia da fonte di incertezza a leva di vantaggio competitivo, sostenendo il Made in Italy affinché continui a vincere sui mercati globali.
D. I contratti Ppa (Power Purchase Agreement) stanno prendendo piede?
R. L’Italia è ancora in una fase più iniziale rispetto ad altri mercati in cui operiamo, come la Spagna o i Paesi nordici, ma il momentum sta chiaramente accelerando, soprattutto tra gli energivori. Storicamente molte aziende li vedevano soprattutto come uno strumento di sostenibilità; oggi li considerano sempre più anche uno strumento di gestione del rischio. In un mercato caratterizzato dalla volatilità, questo rappresenta un cambiamento molto importante. La tendenza è evidente anche a livello globale. Edp è pienamente allineata a questo trend, complessivamente ha assicurato oltre 17 Gw di capacità rinnovabile nel 2026 attraverso Ppa di lungo termine con clienti corporate ed è stata recentemente riconosciuta tra i principali operatori europei nel mercato dei Ppa dalle classifiche di Pexapark. I clienti ci chiedono sempre più spesso soluzioni energetiche integrate: un esempio è la recente collaborazione con Heineken e Rondo Energy in Portogallo, dove abbiamo combinato fotovoltaico on-site, un Ppa flessibile e sistemi di accumulo termico per decarbonizzare il calore industriale, sostituendo gas naturale con energia termica a zero emissioni.
D. Cosa vi aspettate per i prossimi anni?
R. Che il mercato dei Ppa continui a crescere. Tuttavia, affinché possa scalare in modo strutturale, il quadro degli investimenti dovrà restare coerente con i fondamentali del project finance, perché i progetti devono continuare a essere bancabili se si vuole mantenere il flusso di capitali verso nuova capacità rinnovabile.
D. Come si conciliano decarbonizzazione e sicurezza energetica?
R. Sono sempre più allineate, soprattutto in Europa e in particolare in mercati come l’Italia, che restano fortemente dipendenti dalle importazioni di combustibili fossili. Questa dipendenza fa sì che shock esterni, tensioni geopolitiche o interruzioni delle forniture continuino a riflettersi rapidamente sui prezzi dell’elettricità. Lo vediamo ancora oggi: a maggio 2026 i prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia si sono attestati intorno a 116 euro/MWh di media settimanale, circa il doppio rispetto ai livelli dei mercati iberici, vicini a 56 euro/MWh. Il punto è che, dopo il declino del carbone, le fonti energetiche domestiche più strategiche per l’Europa sono sempre più le rinnovabili, soprattutto solare, eolico e idroelettrico. Questo significa che la decarbonizzazione non è soltanto un obiettivo climatico, ma anche un obiettivo di sicurezza e competitività. L’Italia ha tutte le condizioni per diventare una potenza del solare. La domanda è quanto rapidamente il sistema riuscirà a eseguire questa trasformazione.
D. AI, data center ed elettrificazione industriale come cambieranno il mercato?
R. Stiamo già osservando un aumento strutturale della domanda di elettricità e intelligenza artificiale e data center rappresentano chiaramente una parte importante di questa dinamica. L’AI non è soltanto una storia digitale: è anche una storia energetica, come dimostrano chiaramente le dimensioni in Megawatt dei data center.I grandi operatori tecnologici stanno diventando alcuni dei maggiori acquirenti mondiali di energia rinnovabile, oltre che clienti chiave per noi nell’approvvigionamento di energia verde, e questa tendenza si sta trasferendo anche in Europa. L’Italia sta iniziando a posizionarsi come hub rilevante per le infrastrutture digitali nel Sud Europa, in particolare nel Nord del Paese, e questo avrà un impatto molto significativo sulla domanda elettrica. Detto questo, l’AI non è l’unico driver: elettrificazione industriale, pompe di calore e veicoli elettrici stanno tutti contribuendo a una crescita più ampia e strutturale della domanda di elettricità. Il cambiamento chiave non riguarda soltanto i volumi, ma anche la struttura della domanda. Le aziende hanno sempre più bisogno di forniture energetiche affidabili e scalabili, e questo sta mettendo pressione sia sulla generazione sia sulle infrastrutture, rafforzando il ruolo di soluzioni di lungo termine come i contratti pluriennali e la generazione locale decentralizzata per sostenere questa crescita in modo stabile.
D. Quali tecnologie emergenti vede come più trasformative per il business Client Solutions di Edp in Italia?
R. Il cambiamento più importante è il passaggio da soluzioni standalone a sistemi energetici integrati e flessibili. Questo significa combinare generazione onsite, storage, gestione della domanda e ottimizzazione digitale. Il vero valore non sta nell’aggiungere complessità, ma nel rendere un sistema energetico più complesso più semplice da gestire per i clienti. Stiamo già osservando questo cambiamento in Italia. Dopo aver costruito una base solida attorno al fotovoltaico on-site, ci stiamo muovendo verso soluzioni multi-site più ampie e architetture energetiche più flessibili.
Il progetto con Igat, parte del gruppo Siad, che combina fotovoltaico on-site e sistemi di accumulo per alimentare anche la produzione di idrogeno verde è un buon esempio di questa evoluzione. Guardando avanti, lo storage diventerà essenziale con l’aumento della penetrazione del solare. Vediamo inoltre un forte potenziale nelle batterie termiche, soprattutto per le applicazioni industriali dove l’elettrificazione è più complessa. Queste soluzioni possono ridurre la dipendenza dal gas e aprire nuove strade alla decarbonizzazione dei processi più difficili da abbattere.
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