L’operazione di Edizione nell’asset management con il gruppo di private equity Tages Holding non è ancora formalmente chiusa, ma manca poco alla firma. Edizione è la grande holding della famiglia Benetton attiva nel business delle concessioni autostradali e aeroportuali (Mundys), travel retail (Avolta), abbigliamento (Benetton Group), agricoltura (Maccarese e Cia de Tierras), infrastrutture digitali (Cellnex) e con blasonate partecipazioni finanziarie in Generali (4,8%) e Montepaschi (1,2%).
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il presidente Alessandro Benetton e il ceo Enrico Laghi da una parte e i soci di Tages rappresentati dal presidente Umberto Quadrino dall’altra stanno definendo gli ultimi dettagli. Il deal potrebbe essere siglato a metà novembre e lo schema dell’accordo, che segnerebbe l’ingresso della cassaforte di Ponzano Veneto da 14,3 miliardi di euro di net asset value (nav) anche nel business della gestione di capitali di rischio propri e di terzi tramite sgr, prevede la creazione di una società in cui il controllo sarà di Edizione.
A fianco della cassaforte nordestina prenderanno posto due soci di minoranza che saranno, come raccontato da questo giornale (si veda il quotidiano MF del 20 ottobre), il fondo attivo nel campo energetico e infrastrutturale creato nel 2011 da Quadrino, Panfilo Tarantelli, Sergio Ascolani e Salvatore Cordaro e 21 Invest.
Quest’ultima è la società che opera sempre nel private equity con 1,2 miliardi di masse e sette fondi lanciata nel 1992 dallo stesso Alessandro Benetton. Tages e 21 Invest apporteranno soprattutto expertise, contatti e le masse già raccolte (circa 2 miliardi la prima e 1,2 miliardi invece la sgr nordestina controllata personalmente dal secondogenito di Luciano), mentre Edizione standing da investitore di lungo periodo, capitali e contatti.
Il progetto è quello di passare nell’arco di 4-5 anni dai 3 miliardi iniziali di masse a 10-15 miliardi di asset under management, contando anche sulle spalle larghe e la credibilità della cassaforte di Ponzano Veneto, sul modello di quanto fatto anche da altre grandi holding famigliari che operano in Italia come i gruppi dei Boroli-Drago, Pesenti o degli Agnelli.
Il progetto ideato dal presidente di Edizione (che dal private equity arriva) ha ricevuto l’appoggio degli altri tre rami della dinastia dei maglioncini colorati, ognuno rappresentato nel board della cassaforte rinnovato a inizio estate: sono Christian Benetton, Carlo Bertagnin Benetton ed Ermanno Boffa.
La nuova piattaforma si troverà a gestire fondi che investono sia su aziende a proprietà familiare del mid-market (italiane ed estere) che operano nella manifattura industriale, food&beverage, healtcare e tecnologia – è il focus di 21 Invest – e sia su imprese attive nel settore delle energie rinnovabili, della transizione energetica e delle infrastrutture. Sono i comparti dove investono invece i tre fondi (due classici di private equity con strategia buy-and-hold e uno di private debt) di Tages.
A quanto risulta, nella logica della contaminazione, molto probabilmente anche 2100 Ventures farà parte di questo progetto apportando il focus sul venture capital e sui nuovi trend dell’innovazione, attore che permetterebbe di completare così il portafoglio di asset class. 2100 Ventures è un venture capital europeo nato a fine 2023 dall’intesa tra Alessandro Benetton e i tre giovani imprenditori attivi nel mondo delle startup Andrea Casasco, Andrea Gennarini e Andrea Gurnari.
Prima controllata al 100% da Ricerca, la holding del ramo Luciano, la sgr è ora posseduta al 51% da 21 Invest e per il 49% da Edizione. È presieduta dal ceo della cassaforte Enrico Laghi ed ha una dotazione di 30 milioni. Al momento sono state finanziate startup internazionali in fase early-stage nei settori del software, intelligenza artificiale, fintech, data e climate tech.
L’asset management andrà a costituire la sesta gamba di business della holding che Benetton e i suoi cugini stanno ulteriormente diversificando, dopo che i «padri fondatori» Luciano, Giuliana, Gilberto e Carlo avevano impiegato dagli anni ‘80 la ricchezza derivante dal successo dei maglioncini colorati.
La seconda generazione della dinastia imprenditoriale sta plasmando la propria Edizione, dopo aver sostanzialmente consolidato nel primo mandato i business ricevuti in eredità: abbigliamento, concessioni, ristorazione da viaggio e partecipazioni bancario-assicurative.
Nel triennio 2022-2025, la seconda generazione al comando ha completato la trasformazione dell’ex Atlantia, ribattezzata Mundys dopo la vendita di Autostrade (Aspi) e il delisting. Ha riscritto la governance sulla controllata Abertis con gli spagnoli di Acs, mossa che ha sbloccato gli investimenti per la rotazione del portafoglio concessioni. E ha messo a segno la fusione fra Autogrill e la svizzera Dufry dando vita ad Avolta, un’operazione allo studio da tempo a Ponzano e che nel 2022 il nuovo corso ha finalizzato grazie all’allineamento dei titoli in borsa.
Si è trattato di interventi su business da cui arriva tuttora circa il 60% del net asset value di Edizione, ma che hanno creato valore: il nav è salito dagli 11,9 miliardi di fine 2021 ai 13,2 miliardi dello scorso dicembre, il tutto al netto delle cedole e degli immobili di pregio trasferiti dalla cassaforte direttamente ai quattro rami. La spinta della seconda generazione però si è manifestata anche nella diversificazione.
Ed è qui che i nuovi gestori stanno scrivendo il nuovo capitolo a Nordest: la holding ha messo in bilancio il 9,9% Cellnex favorendo l’arrivo dell’ex ceo Marco Patuano sulla tolda di comando del tower operator spagnolo, ha dato vita a 2100 Ventures, ha investito nei campioni del packaging Ima e Promach e ha aperto i cantieri di Edizione Renewables. È il veicolo nato a fine 2023 per produrre idrogeno da rinnovabili e di ammoniaca verde (utile per i fertilizzanti) impiegando i terreni delle tenute agricole di Maccarese in Italia e della Compañia de Tierras in Argentina.
L’obiettivo è cavalcare il megatrend della transizione energetica. Al momento in Italia sono state chieste le autorizzazioni per l’installazione degli impianti agrivoltaici ed eolici, mentre in Argentina la tecnologia dovrebbe invece sfruttare la forza dell’acqua. Infine, a maggio Alessandro Benetton ha rivelato che Edizione sta valutando anche l’investimento nei data center, infrastrutture necessarie per l’erogazione di tutti i servizi digitali che stanno registrando un ulteriore boom globale grazie allo sviluppo dell’AI. (riproduzione riservata)