Edizione sfonda quota 13 miliardi di euro di valore grazie al rally del titolo Generali, che in vista del rinnovo della governance a Trieste è passato da 19 euro (gennaio 2024) a oltre 27,5 euro di fine anno e alla rivalutazione della propria quota pari al 57% nel colosso infrastrutturale Mundys.
La cassaforte della famiglia Benetton, che oltre alle autostrade di Abertis, agli Aeroporti di Roma e della Costa Azzurra (gruppo Adr) e a Telepass, controlla anche il colosso della travel retail Avolta (ex Dufry-Autogrill), l’abbigliamento di Benetton Group e ha in portafoglio il 9,9% delle torri Cellnex, il 4,8% di Generali e il 2,2% di Mediobanca, ha registrato a fine 2024 un net asset value (nav) di 13,2 miliardi, cresciuto del 12,8% dagli 11,7 miliardi dell’esercizio precedente.
Era di 11,4 miliardi nel 2022. Il valore del pacchetto di controllo nell’ex Atlantia è passato da 6,2 a 6,8 miliardi di euro (+9,6%). Il resto della rivalutazione del nav (circa 900 milioni) si deve ai 640 milioni di apprezzamento della quota in Assicurazioni Generali, 56 milioni da Mediobanca e 236 milioni per la riduzione dell’indebitamento del sistema di holding. Tenendo conto delle partecipazioni, il nav rappresenta il valore complessivo di una holding in cui la metà è rappresentato dal business delle concessioni autostradali e aeroportuali.
Ed è stato proprio il buon andamento del traffico negli scali capitolini e francesi e sulle autostrade di Abertis a trainare i ricavi consolidati di Edizione, che nel 2024 sono cresciuti di 600 milioni (+6,3%), da 9,5 miliardi a 10,1 miliardi. Da solo il giro d’affari di Mundys nel 2024 valeva 9,3 miliardi (+8%). Nelle società della galassia Benetton lavorano oltre 100 mila persone (erano circa 70 mila nel 2022).
Nel 2023, a causa del turnaround dei maglioni di Benetton, l’esercizio si era chiuso con oltre 341 milioni di perdita. Edizione però aveva attinto dalle riserve per staccare ai quattro rami famigliari una cedola da 100 milioni. Il 2024 ha registrato invece un risultato di esercizio positivo per 247,3 milioni. Il flusso di dividendi dalle partecipate è aumentato di oltre 43 milioni, passando da 294 a 337,3 milioni, andamento che spinto la famiglia di Ponzano Veneto a staccarsi una cedola di 110 milioni. Ad ognuno dei quattro rami della dinastia imprenditoriale andranno 27,5 milioni.
L’assemblea dei soci ha anche rinnovato il board per un altro triennio confermando il tandem di vertice composto dal presidente Alessandro Benetton e dal ceo Enrico Laghi. Confermati i rappresentanti degli altri rami: Christian Benetton (per il ramo Carlo), Ermanno Boffa (Gilberto) e Carlo Bertagnin Benetton (Giuliana).
Il 2025 segna il passaggio dal monistico al duale: nel board sono entrati anche i due consiglieri indipendenti Laura Zanetti e Annachiara Svelto, con competenze da controller. Riconfermati invece Vittorio Pignatti e Irene Boni. (riproduzione riservata)