Le emittenti locali tornano a respirare. Dopo mesi di incertezza seguiti ai tagli della Legge di Bilancio 2024, il governo è intervenuto per ripristinare integralmente le risorse destinate al settore radiotelevisivo locale, garantendo il ritorno agli stanziamenti dello scorso anno.
Su proposta del Mimit, un emendamento al decreto-legge 95/2025 ha stanziato 16,5 milioni di euro, cui si aggiungono altri 2,5 milioni recuperati da fondi pregressi: un intervento che riporta in equilibrio la quota del Fondo per il pluralismo riservata alle emittenti territoriali.
A sollecitare l’intervento, anche una lettera congiunta dei capigruppo di Forza Italia, Maurizio Gasparri e Paolo Barelli, indirizzata proprio al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. «Il comparto ha ricevuto una riduzione corposa dei finanziamenti», scrivono i due esponenti azzurri, ricordando che, a fronte di una riduzione complessiva del Fondo da 166 a 152 milioni, le televisioni locali erano rimaste scoperte. «Tornando a segnalare l’urgenza di affrontare rapidamente questa situazione chiediamo di convocare prontamente un tavolo di confronto con Confindustria Tv e con le emittenti locali».
Il titolare di via Veneto ha risposto nel merito, precisando che l’intervento è stato concepito proprio per sanare quella che viene considerata un’interpretazione penalizzante della manovra, che di fatto aveva decurtato il riparto destinato al Mimit.
«Siamo intervenuti tempestivamente, pienamente consapevoli del ruolo fondamentale svolto dalle emittenti locali», ha dichiarato il ministro Urso, che ha anche assicurato «la continuità delle risorse stanziate anche in sede di formulazione della prossima Legge di Bilancio».
L’emendamento, presentato in Commissione al Senato, rappresenta un’operazione di riallineamento tecnico-politico: da un lato, il Mimit ha attinto da risorse interne per un totale di 19 milioni; dall’altro, ha evitato lo scontro istituzionale con il Dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio, da cui dipende la parte più consistente del Fondo e che aveva già garantito coperture per quotidiani e periodici. Il risultato è un compromesso che salva le tv locali, senza aprire un conflitto tra ministeri.
Il nodo, ora, si sposta sulla prossima manovra. Le emittenti locali, spesso presidio unico di informazione nelle province più periferiche, continuano a essere penalizzate dalla transizione digitale, dalla centralizzazione delle risorse e da una concorrenza crescente degli Ott.
Se, come ha promesso Urso, il livello di finanziamento verrà mantenuto anche per il 2026, sarà necessario individuare coperture stabili e criteri più trasparenti per la distribuzione dei fondi, così da evitare nuovi squilibri. Gasparri e Barelli hanno proposto di coinvolgere Palazzo Chigi per un coordinamento più stretto tra Mimit e Dipartimento Editoria. (riproduzione riservata)