Da un lato la guerra commerciale (in stend-by), dall’altro la difesa europea. Sono questi i due temi centrali che intratterranno le colazioni, i tavoli e le cene dei ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Unione Europea, presenti a Varsavia per la riunione informale dei ministri del Consiglio Ue Ecofin.
La due giorni, che ha preso il via venerdì 11 aprile e terminerà sabato 12, vedrà anche la presenza per l’Italia del ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, reduce dalla presentazione del Documento di Economia e Finanza in cui, anche per colpa dei dazi, ha rivisto al ribasso la crescita dell’Italia per il 2025.
Piuttosto positive, invece, le stime della Commissione Europea sull’impatto delle tariffe trumpiane per l’Unione. «Secondo una serie di simulazioni condotte dalla Commissione sull’impatto dei dazi Usa, il pil degli Stati Uniti vedrebbe una riduzione dello 0,8%-1,4% fino al 2027. Mentre l’impatto negativo sull’Ue sarebbe inferiore: circa lo 0,2% del pil» ha detto il commissario all’Economia, Valdis Dombrovskis,
In uno scenario di dazi permanenti o di ulteriori contromisure, ha aggiunto Dombrovskis, «le conseguenze economiche sarebbero peggiori, con un impatto del 3,1%-3,3% per gli Stati Uniti, dello 0,5%-0,6% per l’Ue e dell’1,2% per il prodotto interno lordo mondiale. Inoltre, il commercio globale diminuirebbe del 7,7% nel giro di tre anni».
L’umore è «abbastanza positivo dopo l’annuncio del presidente Trump della sospensione dei dazi», ha spiegato un funzionario europeo. «Questa mattina (11 aprile, ndr) l’Eurogruppo discuterà dell’impatto macroeconomico del commercio, mentre nel pomeriggio si terrà una sessione con i banchieri centrali per valutare i potenziali impatti sui mercati finanziari», ha aggiunto. La giornata si chiuderà con una cena informale.
I lavori di sabato 12 all’Ecofin informale saranno invece dedicati al finanziamento della difesa europea, con la presentazione del documento redatto dal think tank Bruegel, che secondo il funzionario Ue potrebbe essere «molto provocatoria». «Ma è proprio questo il bello degli Ecofin informali, si possono avere discussioni più provocatorie ispirate dagli intellettuali».
Il documento, come raccontato anche da MF-Milano Finanza, propone la creazione di un Meccanismo Europeo di Difesa (Med): un’istituzione simile al Meccanismo Europeo di Stabilità e chiamata a occuparsi di appalti e pianificare congiuntamente la fornitura di armamenti.
«Accogliamo con favore la decisione dell’amministrazione statunitense di rinviare l’attuazione dei dazi. Ora dobbiamo usare questi 90 giorni con saggezza. Abbiamo bisogno di un buon accordo per i cittadini europei, per le aziende europee, e sosteniamo pienamente la Commissione europea nel suo sforzo di negoziare un accordo giusto e giusto», ha detto Andrzej Domanski, ministro delle finanze polacco, alla presidenza di turno dell’Ue, prima di partecipare all’Eurogruppo informale, che precede l’Ecofin.
Su eventuali contro-misure ai dazi Usa, al di là delle trattative in questi 90 giorni di pausa, «dobbiamo stare attenti alle aziende digitali perché non abbiamo vere alternative», ha osservato il ministro delle Finanze tedesco, Jörg Kukies. «Ho parlato nuovamente con alcuni rappresentanti aziendali, i quali mi hanno detto che semplicemente non esistono fornitori di servizi cloud o di intelligenza artificiale con la scalabilità ai quali si possa passare».
«Bisogna quindi sempre stare molto attenti nel calibrare dove intraprendere l’azione più dura. Ci sono buone ragioni per cui la Commissione, nelle sue contromisure, ha dato particolare importanza ai settori in cui esistono alternative. E quando si parla di digitale, è un aspetto per cui dobbiamo prima trovare delle alternative», ha aggiunto.
Il ministro all’Economia, del Commercio e delle Imprese spagnolo, Carlos Cuerpo, ha invece parlato di difesa. «Domani avremo una discussione in materia di difesa e vedremo come si posizioneranno i diversi Stati. Credo che in materia di attivazione della clausola di salvaguardia, che dà agli Stati un ulteriore punto di flessibilità per spendere in difesa, dobbiamo avere una visione coordinata perché è importante che questa attivazione avvenga in modo comune».
«Occorre prendere in considerazione la dimensione europea», ha rimarcato. Il ministro ha poi ricordato l’impegno assunto dal premier Pedro Sanchez per raggiungere il 2% del pil nella spesa per la difesa prima del previsto, ovvero prima del 2029. «Noi faremo il nostro dovere, ma dobbiamo mantenere un visione comune» in tema di difesa, ha sottolineato. (riproduzione riservata)