Negli ultimi anni le strategie di asset allocation delle grandi famiglie e degli investitori istituzionali, tra cui i fondi pensione, sono radicalmente cambiate. Mentre montava una certa diffidenza nei confronti degli hedge fund, giudicati da molti come strumenti opachi e scarsamente liquidi, gli investitori hanno invece abbracciato con entusiasmo private equity, private debt e fondi infrastructure.
Paradossalmente questi nuovi asset presentano vincoli di liquidabilità ben più rigidi e tempi di investimento che possono superare facilmente il decennio, mettendo in discussione quella prudenza che aveva relegato gli hedge fund a un numero ristretto di portafogli.
Eppure, mentre i private market guadagnavano centralità nei portafogli, le strategie hedge non sono mai davvero scomparse. Anzi, nei momenti di maggiore stress di mercato hanno continuato a dimostrare resilienza e capacità di generare alpha difficilmente replicabili.
Lo scorso marzo ne è stato un chiaro esempio, con l’Msci World Eur che ha perso l’8,01%, mentre strategie come i low volatility multi-manager fund hanno registrato perdite inferiori all’1% e le multi-strategy con focus long/short equity e global macro hanno limitato le perdite a circa il 2%.
Anche in passato fondi long/short equity hanno navigato brillantemente nel mezzo di crisi finanziarie, di volatilità estrema e di tensioni geopolitiche, confermando la loro capacità di protezione.
In particolare, i portafogli multi-strategy hedge, combinando tattiche di arbitraggio, global macro e long-short, hanno dimostrato superiorità tattica in mercati polarizzati, proteggendo il capitale e cogliendo opportunità uniche, al contempo mantenendo una gestione flessibile e attiva.
Da un lato molti investitori hanno allocato una parte significativa del capitale in fondi chiusi di private equity e venture capital con lunghi orizzonti temporali, dall’altro gli hedge fund si sono confermati soluzioni dinamiche, adattabili ai repentini cambiamenti di mercato.
In realtà hedge fund e private asset non sono in competizione, ma costituiscono una combinazione complementare in un portafoglio diversificato. In contesti sempre più volatili gli hedge offrono flessibilità e gestione dinamica del rischio, mentre i private asset forniscono opportunità di crescita a lungo termine.
Un portafoglio ben strutturato necessita inoltre di strategie attive azionarie che sappiano cogliere i trend di mercato e generare alpha in modo efficiente. Integrare strategicamente queste soluzioni permette di costruire portafogli equilibrati e resilienti, capaci di adattarsi alle mutevoli condizioni dei mercati finanziari. (riproduzione riservata)