La corsa per il controllo di EasyJet si riapre con un colpo di scena: la società di private equity Apollo ha presentato un’offerta da 7,15 sterline per azione, superando la proposta rivale di Castlelake a 6,90 sterline per azione e spingendo il cda della compagnia aerea britannica a ritirare il proprio sostegno alla precedente operazione.
La compagnia aerea low-cost ha infatti annunciato di aver accettato in linea di principio la proposta di acquisizione presentata da Apollo Global Management da 5,7 miliardi di sterline (6,69 miliardi di euro al cambio attuale), pari ad appunto 7,15 sterline per azione, un prezzo che rappresenta un premio dell’81% rispetto a quello di chiusura del 28 maggio a 3,94 sterline. E alla borsa di Londra il 10 luglio il titolo è balzato in chiusura del 14,28% a 672,20 pence.
In alternativa al pagamento in contanti, Apollo ha proposto agli azionisti di EasyJet la possibilità di trasferire la propria partecipazione azionaria nel veicolo attraverso il quale i fondi del gruppo deterranno l’investimento nella società, mantenendo i diritti di voto (l'offerta di Castlelake non lo prevedeva). Il maggior azionista della compagnia è la famiglia del fondatore Stelios Haji-Ioannou con una quota del 15,3%.
«L'offerta in contanti proposta garantisce un risultato migliore per gli azionisti di easyJet, offrendo un valore monetario superiore rispetto all'ultima proposta di Castlelake di 6,90 sterline per azione», si legge nel comunicato della compagnia aerea quotata a Londra.»
Lo scorso 5 luglio easyJet aveva accettato in linea di principio l'offerta di acquisizione da 5,5 miliardi di sterline da parte del fondo statunitense Castlelake. Ex investitore nella compagnia aerea scandinava Sas Ab, si era fatto avanti il 29 maggio, quando era stato fissato un termine di quattro settimane. Durante quel periodo ha presentato offerte progressivamente più alte: 5,60 sterline, 6 sterline, 6,25 sterline, 6,50 sterline. Tutte respinte fino a quella di 6,90 sterline.
Ora Apollo deve annunciare un’offerta definitiva oppure ritirarsi entro le 17:00 del prossimo 7 agosto. Tuttavia, «non si può escludere che Castlelake presenti una nuova offerta a un prezzo più elevato e con maggiori impegni per preservare l'azienda, anche se non è chiaro quanto sia disposta a concedere», afferma Conor Dwyer, analista di Citi. «A questo punto, l'andamento del titolo è chiaramente determinato dalle aspettative legate alle offerte di acquisizione piuttosto che dai fondamentali della società. Di conseguenza, non basiamo più il nostro prezzo obiettivo sulle stime prospettiche e lo alziano al livello dell'ultima offerta a 71,5 sterline dal precedente target price di 5,80 sterline. Il rating resta neutral».
Quotato alla borsa di Londra nel novembre del 2000 al prezzo di 3,10 sterline (ha raggiunto il massimo storico di 15,84 sterline all’inizio del 2007), il titolo easyJet ha continuato a essere scambiato al di sotto (a 588 pence la chiusura del 9 luglio) dell’offerta della società d’investimento statunitense con gli investitori preoccupati per il futuro gli investitori preoccupati per il futuro della compagnia aerea. EasyJet e Castlelake non hanno infatti specificato cosa accadrebbe agli asset, al management e ai dipendenti qualora l’operazione fosse andata a buon fine.
Se si decidesse di vendere alcuni asset come gli aerei e gli slot di atterraggio più strategici, potrebbero emergere opposizioni legate problemi di concorrenza e all’idea di ridimensionare uno dei vettori pionieri del Regno Unito. L’esito finale più probabile per Alex Irving, analista di Bernstein, è la vendita degli asset di EasyJet a tre grandi gruppi aerei europei: Lufthansa, Iag ed Air France-Klm
Gli asset più appetibili di easyJet comprendono: una flotta di 356 moderni Airbus della famiglia A320; un portafoglio ordini di 287 aerei, con ulteriori 100 diritti di acquisto; slot di atterraggio strategici a Londra, Milano e Ginevra; un’attività nel settore delle vacanze. Comunque altri analisti non credono che chi la spunterà su easyJet la voglia smembrare. Potrebbe essere solo ridimensionata, concentrando maggiormente le rotte sul segmento delle vacanze.
EasyJet ha registrato una perdita di 552 milioni di sterline nella prima metà di quest’anno e una diminuzione delle prenotazioni estive. Come altre compagnie è stata sotto pressione a causa dell’aumento dei prezzi del carburante dovuto al conflitto tra gli Stati Uniti e l’Iran. (riproduzione riservata)