Droni, sistemi antimissile e lo scudo spaziale. E ancora, alleanze tra Paesi sulle capacità industriali e una spinta agli investimenti nel mercato unico della difesa. Sono questi i pilastri della nuova Roadmap europea sulla difesa presentata dalla Commissione e dall’Alta Rappresentante Kaja Kallas, che ha come obiettivo quello di rafforzare le capacità militari dei 27 Stati membri entro il 2030.
Il Defense Readiness Roadmap poggia su quattro pilastri – l’iniziativa europea di difesa con droni, la sorveglianza del fianco orientale, lo scudo aereo europeo e lo scudo spaziale europeo – e fa leva sulla coalizione tra Paesi intorno a nove capacità definite come prioritarie (tra cui missili e munizioni).
E se il piano è ambizioso, la spesa stimata per la sua riuscita è decisamente monstre. «Entro il 2035 noi europei investiremo circa 6.800 miliardi di euro nella difesa, di cui il 50% per quella effettiva: un vero big bang nel finanziamento della difesa», ha dichiarato il commissario Ue, alla Difesa Andrius Kubilius.
Per questo motivo il piano richiederà «tutte le fonti di finanziamento disponibili a livello nazionale e Ue», ha spiegato precisando che la spesa «si baserà principalmente sui bilanci nazionali» che stanzieranno risorse «100 volte maggiori» rispetto a quelle Ue, per centrare i target di capacità Nato. «Vogliamo essere pronti prima del 2030 e il motivo è uno: a causa dei piani di Vladimir Putin. Dobbiamo combattere l’aggressione, prevenire la guerra, preservare la pace, ed è questo lo scopo della Roadmap», ha concluso il commissario.
La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha presentato la Roadmap – che sarà presentata al Consiglio europeo nella settimana del 20 ottobre – affermando che «le recenti minacce hanno dimostrato che l’Europa è a rischio» e che «dobbiamo proteggere ogni cittadino e ogni centimetro quadrato del nostro territorio».
La forza motrice di tutto è Vladimir Putin. «Mosca», ha detto vdL, «ha militarizzato la sua economia e la sua società. Nel 2025, il suo bilancio dichiarato per la difesa supererà il 7% del pil. Circa il 40% del suo bilancio nel 2025 è destinato alla sicurezza e alla difesa. Questa Russia militarizzata rappresenta una minaccia persistente per la sicurezza europea nel prossimo futuro».
La Russia «oggi non ha le capacità per sferrare un attacco all’Ue, ma potrebbe prepararsi negli anni a venire. Il pericolo non scomparirà, anche se la guerra in Ucraina finirà», sostiene l’Alta Rappresentante dell’Ue, Kaja Kallas. (riproduzione riservata)