Per l’assemblea del 15 aprile il proxy Usa appoggia la lista del board Mps, raccomandando Fabrizio Palermo come ceo alternativo a Luigi Lovaglio: il suo background include transazioni complesse e ambienti istituzionali, che possono agevolare l’integrazione con Mediobanca. Bocciati Lombardi e Caltagirone jr.
Con la sua lista alternativa per Mps e Lovaglio ricandidato ceo l’imprenditore sfida il cda uscente che schiera Palermo. Ora il patron di Plt Holding svela retroscena e motivi della discesa in campo. E fa i conti: ci serve il 22%
Quasi il 10% della liquidità delle grandi banche europee è bloccata all’estero e non può essere trasferita. Una palla al piede per il risiko internazionale nel settore. Il primo test con il deal UniCommerz
Il banchiere ripresentato come ceo dalla lista di Tortora (Plt Holding) rivendica il track record e difende il piano con Mediobanca. Sull’inchiesta di Milano commenta: «Non sarà un problema»
Plt Holding contesta il parere del proxy: contraddittorio. Solo due riconferme nella lista del cda, noi schieriamo il ceo Lovaglio, fattore di continuità. Anche Maione contro la proposta di esclusione. Si sfilano Enpam ed Enasarco
Il proxy advisor suggerisce ai fondi di votare per la lista presentata dal board uscente ma muove rilievi sulla governance di Siena: il processo di successione dell’amministratore delegato solleva diverse criticità
Palermo è il candidato unico a guidare l’istituto espresso dal consiglio uscente. Ma Francoforte non considererebbe l’esperienza da ceo di Cdp equivalente a quella in una banca commerciale. Assist alla candidatura alternativa di Luigi Lovaglio
Palermo e Lovaglio si contendono il posto di ceo di Mps in due liste contrapposte. Sulla carta quella del cda uscente parte con più voti. Ma saranno i fondi a decidere. Chi è nel capitale di Siena, e quanto pesa
Nelle due banche i primi due test hanno messo a fuoco tutte le problematiche della legge capitali: dalla difficoltà di creare ampie maggioranze in consiglio al rischio di ribaltoni nella seconda votazione
L’imprenditore, promotore di una lista alternativa a quella del cda, spiega l’importanza dell’attuale capoazienda Lovaglio per la fusione con Mediobanca. In gioco ci sono i 700 milioni di sinergie e il piano da 16 miliardi di dividendi. La banca reagisce con esposti a Bce, Consob, Bankitalia