Mentre Pechino sta lavorando per impedire le ipo di gruppi cinesi all'estero, gli Usa, in risposta, stanno intensificando gli sforzi per cacciare i gruppi cinesi dalla borsa americana per non aver rispettato i requisiti di Washington sul controllo dei dati societari. Oltre 200 società rischiano di essere espulse da Wall Street, scrive Bloomberg. E infatti l'Hang Seng ha ceduto fino allo 0,8%, con Alibaba e Tencent a guidare le perdite per oltre il 5%. Ma verso la fine della sessione asiatica l'indice ha recuperato terreno e alle ore 7:20 italiane perde solo lo 0,22%, mentre il Nikkei guadagna lo 0,94% grazie alla corsa di Wall Street e Shanghai lo 0,9% a sua volta.
L'oro sale dello 0,75% a 1.775 dollari per oncia, il petrolio Wti americano sale dell'1,13% a 67,45 dollari il barile. Poco mosse le valute, con l'euro che scambia a 1,1298, lo yen a 113,21, la sterlina a 1,3296. I mercati vendono il T bond decennale, il cui rendimento passa dall'1,429% all'1,437%, mentre i futures su Wall Street sono sopra la parità dopo il rally di ieri. Resta comunque alta la volatilità sui listini.
Nel frattempo, la Casa Bianca sta cercando di mobilitare i Paesi alleati per contrastare la tecnologia usata come sistema di sorveglianza per controllre i movimenti delle persone in Cina e ora anche ad Hong Kong. E quanto alla stretta del governo di Pechino sulle società cinesi quotate all'estero, il colosso dei trasporti Didi Global (partecipato da Alibaba e Tencent, con Softbank al 20%) ha chiesto il delisting dalla borsa di New York appena cinque mesi dopo il suo debutto e aver perso da allora il 45% della capitalizzazione (ora a 37,6 miliardi di dollari). Il gruppo intende ora spostarsi alla borsa di Hong Kong su forti pressioni dell'ente regolatore cinese, che aveva chiesto la sospensione dell'ip di Didi a Wall Street.
Per esser convincente, la Cyberspace Administration of China (CAC) ha ordinato a digital stores di rimuovere 25 delle app mobili di Didi e al gruppo di interrompere la registrazione di nuovi utenti, citando fra le ragioni la sicurezza nazionale e l'interesse pubblico. Didi rimane sotto inchiesta. "A seguito di un'attenta ricerca, la società inizierà immediatamente il delisting dalla borsa di New York e inizierà i preparativi per la quotazione a Hong Kong", ha scritto la stessa Didi sul suo account Weibo.
Il gruppo ha aggiunto che si assicurerà che le azioni quotate a New York siano convertibili in "titoli liberamente negoziabili" su un'altra borsa valori riconosciuta a livello internazionale.
Il Caixin China General Services Pmi è sceso al livello minimo degli ultimi tre mesi a quota 52,1 a novembre da 53,8 di ottobre, con la ripresa dei contagi da Covid che ha avuto un impatto maggiore sia sul fronte della domanda che dell'offerta. I nuovi ordini sono aumentati al ritmo più basso da agosto, mentre la crescita della domanda estera è rimasta moderata. Nel frattempo, il sentiment resta ottimista, sollevato dalla speranza che la situazione della pandemia possa migliorare. (riproduzione riservata)