Tre fondatori, un incontro in osteria e un motto preso in prestito da Amici miei di Mario Monicelli. Nasce con questi presupposti Liquide Ventures, venture builder dedicato alle bevande con poco o zero alcol (no&low alcol). Tra i soci - assieme a Paolo Dalla Mora (fondatore del gin Engine e del vermouth Strucchi) e Luca Gargano (patron di Velier spa) - c’è un top manager che Piazza Affari conosce molto bene: Bob Kunze-Concewitz, amministratore delegato di Campari per oltre 16 anni fino a settembre 2023.
I tre dunque hanno costruito le rispettive carriere nel mondo degli alcolici e ora si lanciano in un’avventura imprenditoriale dove l’alcol è quasi assente. Il cambio di scenario è evidente e supportato dai dati: secondo un’analisi effettuata da Circana nel 2025, il 71% dei consumatori europei compra meno alcol rispetto al passato e quasi uno su quattro tra i 25 e i 35 anni ha smesso di acquistare bevande alcoliche.
Il progetto segna il ritorno di Kunze-Concewitz (membro del board e azionista di Liquid Ventures) nel mondo delle bevande due anni e mezzo dopo le dimissioni da ceo di Campari. Dalla società dell’Aperol il manager si è separato ufficialmente una settimana fa, lasciando il consiglio. «Degli anni in Campari mi porto dietro soprattutto la curiosità per i bisogni del consumatore e la passione nello sviluppo dei marchi. Ho trascorso 19 anni in Campari a creare o rilanciare marchi, prendendo brand un po' pieni di polvere per ringiovanirli», racconta Kunze-Concewitz a MF-Milano Finanza a margine del lancio di Liquide Ventures a Milano.
Sotto l’egida di Kunze-Concewitz Campari è passata da circa 3 a oltre 14 miliardi di euro di capitalizzazione e l’Aperol da solo ha superato i 785 milioni di ricavi, un quarto del totale. «L’Aperol Spritz gode di ottima salute, è diventato a tutti gli effetti una categoria», conferma l’ex ad. Lo stesso però non si può dire di altri prodotti alcolici. «Il vino sta attraversando un momento molto difficile. Soprattutto il rosso, mentre a livello globale il bianco e il rosé crescono. Il consumatore ora cerca più qualità e meno quantità», aggiunge Kunze-Concewitz.
In questo contesto i big del settore cercano di diversificare il portafoglio, a volte anche uscendo dal loro business tradizionale. «Alcune aziende stanno tentando la via del dealcolato. Un esempio è il gin senza alcol. Ma questo, secondo me, non funzionerà mai. I prodotti perdono gusto e diventano banali», sostiene l’ex ceo di Campari.
Liquid Ventures intende seguire un modello diverso. «Non è una big corp né un incubatore tradizionale», spiega Dalla Mora, membro del board e primo socio dell’azienda. «Partiamo dalla ricerca e dall’analisi dei trend per costruire prodotti in grado di scalare a livello internazionale in tempi brevi. Perché, come dice Monicelli in Amici miei, il genio è fantasia e intuizione ma anche velocità di esecuzione». Il primo prodotto, pronto per il lancio, è una rivisitazione dello Skiwasser, bevanda analcolica austriaca al lampone. (riproduzione riservata)