Il business del vino rende, anche per chi decide di investire nel settore dei servizi accessori. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, è stato di tre-quattro volte il ritorno del capitale investito in Divinea, startup milanese di successo appena venduta al fondo americano Performant Capital.
Fondata nel 2019, Divinea sviluppa un software, Wine Suite, che aiuta le cantine vinicole a crescere attraverso l’enoturismo e le vendite dirette. La società è stata valorizzata con dei multipli rispetto al fatturato ricorrente (annual recurring revenue, indicatore tipico nel settore dei software in licenza) di oltre otto volte. È un numero che doppia le medie di mercato in Italia (quattro volte). Divinea dunque sarebbe stata valorizzata circa 5,5 milioni di euro, se si considera che negli ultimi due anni la società ha realizzato ricavi costantemente in crescita di oltre 568 mila euro nel 2023 e di 780,4 mila euro nel 2024. Il fatturato raggiungerà invece quota un milione quest’anno. Nell’ultimo esercizio è stato anche raggiunto il pareggio di bilancio.
Nata nel 2019 da un’idea di Filippo Galanti e di Matteo Ranghetti - due giovani ingegneri italiani che si sono trasformati in imprenditori del tech - Divinea era stata inizialmente pensata come un portale di enoturismo, una sorta «Booking del vino» dove veniva venduta attività enoturistica per conto di aziende vinicole. Lo scoppio della pandemia ha trasformato il progetto originario, facendo della piccola azienda innovativa un venditore di licenze per software che permette ai produttori di gestire l’enoturismo e le vendite dirette.
Dunque, non più un modello di business che prevedeva l’esternalizzazione a Divinea di un servizio (che l’emergenza sanitaria aveva reso impossibile per le restrizioni alla circolazione) da parte delle singole cantine, ma la fornitura da parte della stessa Divinea di un programma chiavi in mano per gestire in-house le visite, la wine-experience e le vendite direttamente al consumatore.
Come spesso accade, per mettere a segno progetti vincenti si possono copiare le best practice in giro per il mondo. Così in maniera intelligente Galanti e Ranghetti hanno replicato in Italia - dove il canale diretto ha una bassissima penetrazione e rappresenta circa il 10% del giro d’affari - il modello americano. Oltreoceano, il direct to consumer nel settore del vino vale mediamente il 60-70% delle vendite.
Le etichette arrivano sul mercato senza l'intermediazione della piccola e grande distribuzione e del canale horeca. Ed, ironia della sorte, con lo stop imposto dal Covid i due wine-tech entrepreneur avevano studiato il modus operandi dell’americana OrderPort. È una software house di Washington da 7 milioni di dollari di fatturato che a inizio 2025 è stata rilevata proprio da Performant Capital, il fondo Usa che da poche settimane è anche il nuovo azionista di riferimento (con il 60,5%) di Divinea.
Nel 2021 il passo successivo (e altrettanto vincente) al cambio del modello di business è stato il coinvolgere alcuni big vinicoli italiani che sono entrati nel capitale come soci finanziatori. Azionisti come le Tenute del Leone Alato di Generali, Herita Marzotto Wine Estate o Agricola Gussalli Beretta, che oltre al contributo finanziario hanno dato a Divinea e alla piattaforma Wine Suite anche un attestato di credibilità per farsi conoscere sul mercato. Ora le aziende che utilizzano il software sviluppato da Galanti e Ranghetti sono più di 450. Il business si sta espandendo anche oltre confine: i clienti stanno arrivando da Svizzera, Croazia e da altri mercati europei.
Con l’ingresso di Performant Capital, alcuni investitori della prima ora, perlopiù raccolti nel club deal Fiduciaria Digitale, hanno realizzato il proprio investimento. Oggi il capitale è così composto: oltre al fondo di Chicago che esprime il presidente (Michael Ciaglia), i due fondatori hanno ognuno dimezzato la propria quota al 13,4%, il club deal è sceso dal 31% al 7,4% e il resto dei titoli è nelle mani del management e di piccoli investitori Usa che scommettono sul mondo delle startup. (riproduzione riservata)