Digital Bros rafforza la strategia sulle proprietà intellettuali. La società attiva nel settore dei videogiochi ha annunciato la sottoscrizione di un accordo con lo studio di sviluppo cinese Chengdu Lingze Technology per l’acquisizione della proprietà intellettuale (IP) del videogioco Wuchang: Fallen Feathers.
L’operazione, dal valore complessivo di 32 milioni di renminbi (4 milioni di euro), sarà finanziata attraverso le linee di credito già disponibili del gruppo, non avrà un impatto significativo sull’evoluzione della gestione per l’esercizio in corso e segna un ulteriore passo nella strategia di rafforzamento del portafoglio IP della società.
Con quest’acquisizione, Digital Bros otterrà la piena titolarità della proprietà intellettuale del titolo pubblicato dalla controllata 505 Games 505 Games, eliminando così il pagamento di future royalty allo sviluppatore originario.
Secondo quanto comunicato, la struttura dell’operazione consentirà una maggior flessibilità gestionale e un controllo diretto sugli sviluppi futuri del franchise, con l’obiettivo di ottimizzare la redditività lungo l’intero ciclo di vita del prodotto.
Wuchang: Fallen Feathers, ambientato nella terra di Shu alla fine della dinastia Ming, è stato lanciato il 24 luglio del 2025 su pc, PlayStation 5 e Xbox Series X/S, oltre che tramite il servizio in abbonamento Xbox Game Pass.
Il titolo ha registrato una performance commerciale significativa sin dal debutto: ha raggiunto la prima posizione nella classifica globale dei giochi più venduti su Steam già prima del lancio e ha superato i 130.000 giocatori contemporanei sulla piattaforma nel giorno di uscita.
Al 31 marzo del 2026 il videogioco ha venduto oltre 1 milione di copie, generando ricavi superiori a 30 milioni di euro (al netto di tasse e commissioni). Numeri che, secondo Digital Bros, confermano la solidità del prodotto e il suo potenziale di crescita nel medio-lungo periodo.
In pratica per Banca Akros rappresenta il principale contributo alla crescita dell’ebitda del +227% nel primo trimestre dell’esercizio fiscale 2026. «Le stime indicano vendite per circa 32 milioni di euro nel 2026, con ulteriori 10-15 milioni di euro attesi anche nel 2027», ha precisato Banca Akros.
«L’accordo consentirà alla società di evitare le future royalties e di controllare l’intero valore della catena di valore e le successive fasi di sviluppo. Riteniamo che la notizia sia strategicamente positiva», continua Banca Akros, «e ci aspettiamo che l’investimento abbia un periodo di rientro breve. Confermiamo il rating neutral e il target price a 14,50 euro sul titolo».
Digital Bros ha, inoltre, evidenziato come la collaborazione con lo studio cinese Chengdu Lingze Technology sia stata «positiva e costruttiva» sin dall’avvio del progetto, senza che siano emerse criticità operative o commerciali tra le parti. L’acquisizione della IP rappresenta, quindi, una naturale evoluzione di un rapporto industriale già consolidato.
L’operazione si inserisce in una più ampia strategia del gruppo volta ad aumentare il peso delle IP detenute direttamente in portafoglio, riducendo la dipendenza da accordi di licenza esterni. Una scelta che, secondo la società, dovrebbe tradursi in un miglioramento strutturale dei margini e in una maggior capacità di generare valore nel lungo periodo.
Grazie a quest’acquisizione il titolo Digital Bros quotato sullo Star il 27 aprile è salito nell’intraday fino a quota 10,24 euro (massimo già toccato lo scorso 23 aprile; a 13,68 euro il top 2026 raggiunto lo il 5 gennaio). In chiusura è schizzato del 6% a 10,06 euro. Il target price medio del consenso Bloomberg è a 15,75 euro, +57% rispetto alla quotazione attuale. (riproduzione riservata)