Diasorin sotto stress a Piazza Affari, giovedì 6 novembre, il titolo della diagnostica cede il 14,6% a 63,4 euro per 3,55 miliardi di capitalizzazione dopo i conti sotto le attese e la riduzione della guidance. Il titolo scende ad un livello che non vedeva dall'aprile 2017, ben distante dal picco di oltre 200 euro del 2021 in piena epoca Covid.
Le stime del 2025 vedono ricavi (al netto del fatturato Covid) in crescita del 5% a cambi costanti, dal +8% precedente, mentre includendo il fatturato Covid la crescita complessiva è prevista a +4% (da +7%). L'ebitda margin adjusted è atteso intorno al 33% (dal 34% circa precedente).
Gli analisti di Deutsche Bank (buy, target price a 109 euro) definiscono «sorprendente» l'entità della revisione della guidance 2025, a solo un trimestre dalla fine dell'anno. I numeri del trimestre sono stati inferiori alle stime «del 3% sulle vendite, dell'8% sull'ebitda adjusted e del 5% sull'utile netto adjusted».
Gli analisti di Jp Morgan, dopo la trimestrale, hanno ridotto il target price sul titolo da 75,4 a 68 euro (underweight) dopo aver stimato un -6% sulle attese di consenso dell’ebitda. Gli esperti sottolineano che gli obiettivi di medio termine del gruppo continuano a sembrare troppo ottimistici. JP Morgan segnala che, sebbene i manager di Diasorin prevedano un allentamento dei maggiori problemi nel 2026, la banca mantiene un approccio prudente. È prevista per il prossimo anno un Capital Markets Day in cui verranno aggiornati e rivisti gli obiettivi di medio termine.
Morgan Stanley (overweight) definisce i conti del trimestre «globalmente deboli», con mancate attese su più segmenti. La divisione Immunodiagnostica ha registrato un calo del 2% rispetto alle stime, penalizzata dal progetto cinese di acquisti centralizzati e dal rallentamento europeo. La divisione Molecular, poi, ha evidenziato conti inferiori del 9% rispetto al consenso per il calo delle vendite nei test respiratori, mentre Luminex Technologies Group (LTG) ha mancato le previsioni dell’8% per il timing sfavorevole degli ordini. La nuova guidance 2025, rivista al ribasso, implica tagli di circa 1% alle vendite e del 5% all’ebitda rispetto al consenso.
Morgan Stanley osserva inoltre che la debolezza strutturale in Cina per l’intero settore, l’indebolimento del mercato influenzale (confermato anche dai concorrenti) e la crescente concorrenza nel segmento Poc (point-of-care, test diagnostici rapidi eseguibili direttamente presso il punto di assistenza del paziente) «sollevano interrogativi sulla crescita a medio termine del business Molecular di DiaSorin».
Rbc (outperform) rileva che i problemi del settore hanno colpito tutti e tre i segmenti del gruppo, ma molti di questi fattori dovrebbero attenuarsi nel corso del 2026. Durante la conference call, Diasorin ha ribadito la fiducia nel raggiungimento della parte bassa del target di crescita delle vendite di medio termine, stimato tra crescita media annua high single digit e low double digit (a cambi costanti) nel periodo 2024-2027. Rbc evidenzia inoltre che il titolo Diasorin tratta a sconto rispetto ai principali competitor del settore diagnostico
Il consenso Bloomberg sul sul titolo Diasorin vede 12 giudizi buy, 3 hold e 2 sell. Il target price medio è di 96,89 euro ovvero il 34,5% sopra il valore attuale. Mediobanca (outperform) ha un prezzo obiettivo di 105 euro, Rbc Capital 105 euro a sua volta (outperform), Intesa Sanpaolo (neutral) di 108,3 euro, JP Morgan (underweight) di 68 euro, Equita Sim (buy) di 96 euro dopo aver tagliato giovedì il target price del 19% (le valutazioni, post taglio, sono di 16 volte il rapporto prezzo/utile adjusted 2026 rispetto alla media storica di 25 volte). Banca Akros oggi riduce a sua volta il prezzo obiettivo da 122 a 90 euro (rating accumulate confermato). (riproduzione riservata)