Il titolo DiaSorin è balzato l’11 maggio del 5,54% a 66,7 euro in chiusura in borsa, sui massimi dell’11 marzo (top intraday a 69,44 euro), con volumi boom: 808 mila pezzi contro la media giornaliera di 13.620 pezzi, dopo che la società di diagnostica ha riportato un primo trimestre del 2026 sotto le attese a livello di ricavi (287 milioni contro una stima del consenso di 292 milioni), con il segmento immunodiagnostica in deciso rallentamento e la debolezza persistente del mercato cinese, non a livello di ebitda rettificato (90 milioni contro la stima di 88 milioni).
E soprattutto Diasorin ha confermato la guidance 2026 (ricavi +5/+6% vs consenso +5,1% e margine ebitda rettificato al 32%-33% contro una stima del 32,2%), la vera sorpresa positiva per gli analisti. La guidance non incorpora l’impatto del conflitto in Medio Oriente ma il rischio su costi logistici (5 milioni per l’intero esercizio 2026) e inflazione sui costi produttivi (plastiche). Il secondo trimestre è atteso in crescita organica leggermente positiva (Equita stima +2/+3%).
Per altro l’azione, che scambia a 18 volte gli utili per azione stimati per il prossimo anno e a 17 volte gli utili storici, è scesa del 29% nelle ultime 52 settimane rispetto al -7,8% dei competitor. L’attenzione si sposta ora sul Capital Markets Day del prossimo 20 maggio.
Banca Akros (rating accumulate, target price a 76 euro: implica un multiplo ev/ebitda di 10,7x sul 2027) ha apprezzato la redditività migliore delle attese e sulla base dei del primo trimestre 2026 si aspetta a fine esercizio ricavi pari a 1.231 milioni di euro (crescita organica delle vendite del +5% e impatto cambi del -2%) e un margine ebitda rettificato del 32,5%.
L’ufficio studi di Intesa Sanpaolo (buy, target price a 81,3 euro), in attesa del Capital Markets Day, sottolinea che i lanci dei prodotti sono in linea con i piani: il nuovo Liaison Nes (strumento di diagnostica molecolare Poc) all’inizio di aprile negli Stati Uniti è stato finora molto positivo, con un impatto sulle vendite atteso a partire dal terzo trimestre, mentre il pannello del menu gastrointestinale per il Liaison Pplex dovrebbe essere approvato nelle prossime settimane come previsto.
Per Morgan Stanley (equal-weight, target price a 60 euro) il superamento delle attese a livello di ebitda e la conferma della guidance 2026 sono una sorpresa positiva, considerando i venti contrari segnalati dai concorrenti. Le vendite hanno mancate le attese, ma il mix migliore e i costi di lancio più bassi hanno sostenuto il margine ebitda al 31%. Certo, ammette Morgan Stanley, che Diasorin deve raggiungere una crescita del +12% nella seconda metà del 2026 per centrare il midpoint della guidance, rendendo l’obiettivo «più impegnativo».
Anche Deutsche Bank (hold, target price a 62 euro) ha apprezzato soprattutto la conferma della guidance 2026, ma la società ha «perso un’altra occasione per resettare le stime». La ripresa prevista dal secondo trimestre è vista con scetticismo dalla banca d’affari tedesca.
Equita (hold, target price a 70 euro) parla di un primo trimestre sotto le attese e osserva che la guidance 2026 richiede una forte accelerazione nel secondo semestre. «Confermiamo le stime 2026-2028 in attesa del Capital Markest Day del 20 maggio. Per il 2026 restiamo posizionati nella parte bassa della guidance», avverte la sim.
«La partenza d’anno è stata più lenta delle attese e riduce la visibilità sulla guidance, in un contesto che resta debole per il settore diagnostico con diversi profit warning nel primo trimestre. Con un primo trimestre a -3% e assumendo un secondo trimestre in crescita del +2/+3%, coerente con le indicazioni del management, sarebbe necessaria una crescita low double-digit nel secondo semestre per raggiungere anche la parte bassa della guidance. Tale recupero dipenderà in larga misura dall’andamento della stagione respiratoria e da una normalizzazione della domanda in immunodiagnostica, elementi sui quali al momento riteniamo la visibilità ancora limitata».
JP Morgan è ancora più cauta (underweight, target price a 58 euro): «non è necessario correre a comprare il titolo in vista del Capital Markets Day del 20 maggio. Il piano aggiornerà la strategia 2027-2030 e potrebbe rivedere gli obiettivi a livello di margine, che appaiono ambiziosi».
Si associa Barclays (underweight, target price a 60 euro) notando che la guidance sul margine ebitda del 32-33% implica un ebitda 2026 di 401 milioni, +1,1% sopra la stima del consenso Bloomberg di 397 milioni (32,2%). «La domanda in Usa/Europa/resto del mondo (esclusa la Cina) resta solida e in linea con le attese. La debolezza del primo trimestre è stata guidata da fattori temporanei: stagione influenzale debole, condizioni meteo avverse e discontinuità nei test per la tubercolosi, oltre a uno spostamento degli ordini, più che da problemi strutturali della domanda», spiega Barclays.
«Sebbene Diasorin abbia confermato le proprie previsioni, riteniamo che la recente forza del titolo (+4,2% vs -4,8% dello Stoxx Europe 600 Health Care dopo risultati deludenti di altri competitor, ndr) non sia pienamente supportata da questi risultati caratterizzati da una delusione leggera sui ricavi e da utili migliori del previsto», asvverte Barclays. «Resta, inoltre, rilevante il peggioramento del contesto in Cina e Medio Oriente e la visibilità limitata sulla ripresa della crescita del test Quantiferon (nel primo trimestre le vendite sono cresciute del +6% contro una crescita a doppia cifra nei trimestri precedenti, rallentando per la minor domanda dei grandi laboratori Usa, ndr)». (riproduzione riservata)