La Corte dei conti ha sottolineato, in audizione sul Documento di Finanza Pubblica presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, che il rapporto deficit/pil del 2025 è rimasto al 3,1% «per il Superbonus e una bassa crescita».
Ne consegue la necessità per l’Italia di «restringere i margini di bilancio e dunque operare una rigorosa definizione delle priorità di spesa, inclusa la programmazione di alcuni aumenti settoriali (come quelli destinati alla difesa), pur mantenendo fermi i presidi a tutela dei redditi delle famiglie e della liquidità aziendale».
Non si può rinunciare all’obiettivo di assicurare che «il consolidamento dell'avanzo primario previsto dal Dfp per il prossimo triennio venga effettivamente confermato anche nell'ipotesi della necessità di sostegni all'economia maggiori di quelli fin qui considerati». Come fare? Gli esponenti della Corte dei conti hanno spiegato che «si tratta di una circostanza che è evidentemente possibile, da un lato, evitando compensazioni dei bilanci privati di natura generalizzata e non mirata e, dall'altro, non escludendo prioritariamente che politiche di bilancio a supporto di imprese e famiglie meritevoli possano essere realizzate attraverso coperture diverse dal debito pubblico».
Allo stesso tempo, però, la Corte dei conti suggerisce la riduzione della pressione fiscale che «libererebbe risorse in favore delle imprese e delle famiglie, favorendo sia gli investimenti che i consumi».
Un altro obiettivo chiaro per l’Italia deve essere aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili, «ampiamente condivisibile, richiede tuttavia un deciso impegno». Negli ultimi anni, la quota di energia da fonti rinnovabili italiane ha perso slancio rispetto all'andamento registrato nei principali Paesi europei. In particolare, nel periodo 2019-24 in Italia la quota di energia da fonti rinnovabili è aumentata di 1,2 punti percentuali., un incremento decisamente inferiore a quanto registrato in Spagna (7,6%.), Francia (6,1%) e Germania (5,2%). (riproduzione riservata)