Anche nel settore del lusso ha preso ufficialmente il via la stagione degli utili, con Louis Vuitton primo nome a pubblicare la trimestrale, registrando tra gli ottimi risultati un impressionante +52% di crescita organica nella divisione Fashion&Leather. A sorprendere maggiormente gli analisti di Deutsche Bank, tuttavia, è stato il tasso di crescita a 2 anni mostrato dall'azienda di Arnault, che nel terzo trimestre del 2020 è stato pari +33%, nel quarto a +36% e nel primo del 2021 a +37%, il che sottolinea "i consistenti guadagni di quote di mercato da parte dei marchi Louis Vuitton e Dior".
Allargando il discorso al comparto del lusso in generale, secondo gli esperti della banca tedesca i driver fondamentali per il 2021 saranno ancora la forza dell’Asia e la rinnovata attenzione al consumatore locale. "Crediamo che Hermes e Bottega Veneta siano i nomi più esposti sia all'Asia sia ai consumatori locali, mentre Gucci, Salvatore Ferragamo e Burberry hanno avuto in passato un maggiore contributo da parte dei turisti", analizzano da Deutsche Bank.
Per quanto riguarda le singole divisioni, per Lvmh quella relativa a orologi e gioielli ha fatto registrare un trend sostanzialmente invariato, con una crescita nulla nel primo trimestre 2021 rispetto al -1% nel quarto del 2020. Tuttavia, si è trattato comunque di un'accelerazione rispetto al -27% registrato nei primi 9 mesi dello scorso anno. "Il management dell'azienda ha fatto notare che i gioielli continuano a sovraperformare gli orologi, e questi ultimi non mostrano segni di accelerazione. Nelle nostre ipotesi, questo fattore si configura come positivo per Richemont e negativo per Swatch", analizzano de Deutsche Bank.
Per quanto riguarda il Bel Paese, sono due i nomi tenuti sotto stretta osservazione dagli analisti. Il primo è Tod's (target price aggiornato da 28,50 a 30 euro e giudizio hold), per il quale dopo l'ingresso nel consiglio di amministrazione di Chiara Ferragni da Deutsche Bank si aspettano "un buon trimestre, che possa finalmente mostrare un'inversione di tendenza grazie ad una base di confronto, quella dello scorso anno, decisamente negativa e nonostante le condizioni in deterioramento in Europa".
"Una performance a doppia cifra molto forte in Cina, con una base di confronto vantaggiosa, e una buona performance in Giappone e Corea unita alla forza del commercio online pongono le premesse per una crescita delle vendite del 13,7% ante-cambi, a 169 milioni di euro questo trimestre. Anche il contributo degli Stati Uniti sarà abbastanza positivo, ma purtroppo questo Paese rappresenta solo il 22% delle vendite per il gruppo", sottolineano.
D'altro canto, a causa soprattutto degli eccessivi tempi di consegna, "la componente legata all’ingrosso è probabile che finisca flat nel trimestre, anche se per l’intero anno vediamo ancora il pericolo di chiudere con un ribasso". Le previsioni dell'istituto tedesco per i primi tre mesi dell'anno comportano un leggero miglioramento delle vendite relative all’intero anno del 2,5%, il quale a sua volta si riflette positivamente sulla redditività. Secondo Deutsche Bank, "è tuttavia probabile che l'ebit rimanga negativo per il 2021", anche se "ciò dipenderà dal momento in cui le vendite si normalizzeranno. Con una produzione prudente e una logistica molto più solida, riteniamo che il gruppo quest'anno è meglio posizionato per gestire il proprio inventario e il margine lordo con successo. Inoltre, i prezzi al rialzo dovrebbero avvantaggiare proprio la componente del margine lordo". Attualmente, il titolo Tod's, quotato alla Borsa di Milano, scambia in ribasso dello 0,62% a 35,38 euro.
Per quanto riguarda il secondo brand, Salvatore Ferragamo (target price alzato da 16,50 a 17 euro e giudizio hold), la significativa esposizione ai turisti "continuerà a pesare sulla performance complessiva. Ci aspettiamo che il retail sia in crescita del 13% rispetto al 2020, trainato dalla Cina e dalla Corea, il cui contributo dovrebbe essere positivo sia rispetto al 2020 che al 2019". A causa della ripresa della domanda in patria, gli analisti si aspettano che il segmento della Cina sia in forte aumento rispetto al 2019, di circa il 40-50% su base annuale. "Stimiamo che anche gli Stati Uniti daranno un contributo positivo all’azienda, mentre l'America Latina e il Giappone saranno stabili sui valori del 2020. L'Europa, che continua ad essere colpita da lockdown, dovrebbe rimanere sotto pressione. Analogamente, il commercio all'ingrosso dovrebbe essere ancora negativo, in diminuzione rispetto al 2020 principalmente a causa dei limiti sui viaggi", analizzano gli esperti.
Nel complesso, "vediamo le vendite in un range ad elevata singola cifra prima dell'effetto-cambio, mentre al netto di cambi stimiamo un aumento a media singola cifra a circa 236 milioni di euro". L'anno scorso il margine lordo è sceso di 4,5 punti percentuali, di cui 3 punti percentuali dovuti a riserve supplementari per l'inventario. Per Deutsche Bank questo non si ripeterà, e gli analisti stimano "un margine lordo del 62,5%, con un aumento di 376 punti percentuali rispetto al 2020. Per le spese operative, dopo un calo del 7% nel primo trimestre del 2020, ci aspettiamo un ulteriore declino a media cifra che rifletta le azioni intraprese nel corso del 2020. Questo, per concludere, porta il nostro modello a stimare una perdita operativa di circa 5,2 milioni nel primo trimestre". Il titolo Ferragamo, quotato anch'esso a Piazza Affari, scambia in rialzo dello 0,62% a 17,7 euro. (riproduzione riservata)