Dalla prima cabina fototessera installata nel 1962 nel cuore di Roma allo sbarco a Piazza Affari lo scorso luglio, Dedem ha già fatto molta strada. La storica azienda di Ariccia, in provincia di Roma, ora ha presentato i conti archiviando un 2025 che ha visto rafforzare il nuovo posizionamento industriale del gruppo, sempre più orientato alla redditività rispetto alla crescita dei volumi.
E questo nonostante un contesto di lieve contrazione dei ricavi. Il gruppo ha registrato un calo del fatturato del 3% rispetto all’anno precedente, una flessione riconducibile principalmente alla dismissione di attività a bassa marginalità nel segmento IT, «in linea con una precisa scelta strategica di riposizionamento del business», spiega a MF-Milano Finanza Alberto Rizzi, ad di Dedem aggiungendo che «i risultati 2025 confermano la validità del percorso intrapreso: abbiamo privilegiato la qualità dei ricavi e la redditività, dismettendo attività a bassa marginalità e concentrando le risorse sui nostri business core».
Nel dettaglio, il comparto IT&3D è sceso da 31 a 23 milioni di euro, mentre i business core mostrano una dinamica opposta: Photobooth è cresciuto da 42,6 a 44,7 milioni e Leisure da 33,6 a 38,2 milioni.
La scelta di razionalizzare il perimetro operativo si riflette direttamente sulla redditività. L’ebitda è salito 15,1 a 16 milioni di euro, con incidenza sul valore della produzione in miglioramento dal 12,7% al 13,8%. In parallelo il gross margin è aumentato da 84,7 a 88,6 milioni, portando la sua incidenza dal 71,4 al 76,5%. Numeri che evidenziano una progressiva trasformazione del modello di business, sempre più focalizzato su attività a maggiore valore aggiunto.
Il mercato ha «accolto positivamente questa evoluzione», spiega l’ad facendo il punto a nove mesi dalla quotazione. «Da luglio 2025 il titolo ha seguito un trend costante di crescita, arrivando ad aprile 2026 a registrare un +43,6% rispetto al prezzo di collocamento. Una crescita significativa, accompagnata da un rafforzamento della nostra struttura finanziaria grazie a un’importante operazione di rifinanziamento», sottolinea Rizzi. «Parallelamente, infatti, abbiamo compiuto un passo rilevante anche sul piano finanziario, completando il rifinanziamento del debito e migliorando in modo sensibile la struttura e il costo dell’indebitamento. Il positivo andamento del titolo dopo l’ipo testimonia la fiducia del mercato nella nostra strategia e nella capacità di generare valore nel medio-lungo periodo».
Sul fronte della struttura finanziaria il 2025 è stato un anno chiave. Dedem ha completato un’operazione di rifinanziamento del debito per 44 milioni di euro, finalizzata alla ristrutturazione dell’indebitamento a medio-lungo termine. L’intervento ha permesso di ridurre il costo medio del debito e di aumentare la quota di esposizione a lungo termine dal 49% al 64%, migliorando la sostenibilità complessiva della struttura finanziaria. Contestualmente sono state attivate nuove linee per investimenti e una revolving per il capitale circolante, aumentando la flessibilità operativa. «In sintesi, oggi Dedem è più solida, più efficiente e meglio posizionata per affrontare le sfide future», conclude l’ad. (riproduzione riservata)