skin track
Decreto Primo Maggio, più chiarezza sul salario giusto
Politica Leggi dopo

Decreto Primo Maggio, più chiarezza sul salario giusto

15 luglio 2026, 22:30

Il principio del «salario giusto», introdotto dal decreto Primo Maggio, ha riportato al centro del dibattito il tema della rappresentanza datoriale e sindacale. Il provvedimento condiziona, infatti, l'accesso agli incentivi e agli sgravi contributivi per le aziende al riconoscimento di un trattamento economico complessivo (TEC) non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi leader, stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali «comparativamente più rappresentative». Sul parametro Conflavoro PMI concorda: «La frammentazione non si riduce contando le sigle, ma verificando i contenuti dei Ccnl, e il Tec va in questa direzione perché permette ai contratti equivalenti di restare sul mercato con pari dignità, mentre gli altri escono naturalmente: così si combatte il dumping senza comprimere il pluralismo».

Il problema dei criteri per la comparazione 

È l'espressione «comparativamente più rappresentative» a sollevare interrogativi, perché il legislatore non ha definito i criteri della comparazione.
Quattordici storiche sigle datoriali italiane (tra cui Confindustria, Ania e Confcommercio) hanno siglato tra loro un'intesa per definire il concetto, proponendo di incentrarlo sulla presenza storica nelle relazioni industriali, la partecipazione agli organismi europei del dialogo sociale, il welfare contrattuale e l'applicazione dei contratti collettivi, a prescindere dall'effettiva adesione delle imprese alle organizzazioni firmatarie di tali Ccnl. Una modalità di misurazione che «restituisce una fotografia del mercato, ma non certifica un mandato di rappresentanza», sottolinea a MF-Milano Finanza, Roberto Capobianco, presidente nazionale di Conflavoro pmi: «Un'impresa può applicare un contratto per obbligo normativo o per prassi di settore senza riconoscersi nell'associazione che lo ha firmato. È come misurare il consenso politico con i like anziché con i voti: dà un'impressione, non un mandato».

Il rischio, avverte, è «cristallizzare il sistema: chi è già grande resta tale per rendita di posizione, mentre la piccola associazione non viene riconosciuta e, di conseguenza, non può crescere». Per di più, questo per le pmi significherebbe «meno pluralismo contrattuale e meno concorrenza tra modelli di tutela».

Rappresentatività ed equivalenza restano peraltro due misure distinte: «La rappresentatività misura il mandato, e la accerta il ministero del Lavoro sui dati associativi che le organizzazioni già trasmettono ogni anno; l'equivalenza misura il contratto, e la deve certificare il Cnel, organo terzo titolato ad apporre il «bollino» sui Ccnl. Serve infatti terzietà nel constatare i dati certificati e una verifica periodica dei numeri associativi, perché la rappresentatività non è un titolo acquisito una volta per sempre». I criteri, del resto, esistono da trent'anni: la Circolare numero 14 del ministero del Lavoro 14 del 1995 li fissa in consistenza associativa certificata, presenza organizzata in almeno la metà delle province, effettiva attività sindacale e contrattuale. «E li accerta il Ministero, non un accordo tra privati».

Il nodo del dumping contrattuale 

Quanto al contrasto al dumping contrattuale, i cosiddetti contratti pirata stipulati per tagliare il costo del lavoro riducendo tutele e retribuzioni, Capobianco è netto: «È doveroso contrastarlo, ma si fa alzando la qualità dei contratti, non alzando barriere all'ingresso». La proposta di Conflavoro pmi per il breve termine è un riferimento che nessuna sigla può stabilire in autonomia: «Trasformare il contratto leader nel contratto più applicato di ogni settore. Un riferimento oggettivo misurabile tramite i flussi Uniemens, sul quale verificare l'equivalenza degli altri contratti: sotto quella soglia si perdono gli sgravi, sopra si compete ad armi pari». Un regime ponte, conclude, «fino a quando il Parlamento non scriverà la legge sulla rappresentanza che manca da ottant'anni, a garanzia delle grandi come delle piccole associazioni regolarmente costituite». (riproduzione riservata) 



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza