La Camera approva la fiducia al governo sul decreto «recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza». I voti favorevoli sono stati 185, i contrari 115 e gli astenuti quattro. Il semaforo verde di Montecitorio sul testo è atteso tra meno di una settimana, così da consentire l’avvio dell’esame al Senato per la seconda lettura e la conversione in legge entro il primo maggio, quando scadono i due mesi concessi al Parlamento dalla sua Pubblicazione in Gazzetta per convertirlo.
Il provvedimento, come suggerisce chiaramente il nome, interviene sulla gestione del Pnrr, rafforzando in primis la cabina di regia di Palazzo Chigi, anche attraverso l'attribuzione di poteri sostitutivi rispetto agli enti territoriali inadempienti. Inoltre, tenendo poi conto delle ultime intese con Bruxelles, vengono stanziati circa 15 miliardi per completare le opere previste entro il 2026, e per sostenere quelle definanziate dal Pnrr e sostenute con il Pnc o con altri fondi.
Il dl Pnrr però raccoglie nei suoi 46 articoli interventi riconducibili ad ambiti molto diversi tra loro.
È prevista ad esempio l'introduzione della patente a punti per le imprese dell’edilizia, sin da ottobre 2024, e di altri settori, nei tempi e nelle modalità definiti da futuri decreti ministeriali. Con l’obiettivo di impedire alle aziende che non rispettano le misure di sicurezza di operare.
Sono introdotte poi delle agevolazioni alle assunzioni nel mondo della sanità, pur se con contratti a tempo determinato, per iniziare ad affrontare il problema della carenza di personale negli ospedali.
Nondimeno si dispone che la verifica e il controllo sull’attuazione e rendicontazione degli interventi finanziati col Pnrr per gli alloggi universitari siano svolti «con il supporto» di Cdp e di società controllate direttamente o indirettamente da Cassa Depositi e Prestiti.
Per di più, un emendamento introdotto al dl Pnrr Quater durante l’esame alla Camera chiarisce gli aspetti della cessione del 49% di PagoPa a Poste Italiane, disposta dal decreto stesso, che avevano destato perplessità sul piano della concorrenza e della trasparenza nei confronti degli altri operatori delle piattaforme dei pagamenti digitali. Nello specifico, se Poste acquisirà dal ministero dell'Economia la quota indicata, non potrà stipulare patti di sindacato che abbiano per effetto l'esercizio di un'influenza dominante su PagoPa. Viene inoltre puntualizzato che l'operazione è sottoposta al controllo preventivo dell'Antitrust, come d’altronde ogni operazione che implichi una modifica della concentrazione societaria.
Con un’altra correzione al testo originario, il provvedimento semplifica l'attuazione del «Piano Italia 1 Giga» condotta, soprattutto, da Open Fiber. La soluzione tecnica consentirà alla società, guidata dal ceo Giuseppe Gola, di sostituire i civici remoti nelle aree grigie che avrebbero messo a rischio il rispetto del termine di giugno 2026 con quelli adiacenti a quelli già previsti nella missione del Pnrr. (riproduzione riservata)