Il debito pubblico italiano segna un nuovo record e al 30 giugno 2023 ammonta a 2.843,1 miliardi di euro. A comunicarlo è la Banca d’Italia, nell’aggiornamento mensile delle serie statistiche storiche sulle finanze pubbliche.
Rispetto al mese precedente, l’indebitamento lordo delle amministrazioni pubbliche è cresciuto di 27,8 miliardi. Questo, secondo una nota stampa diffusa dalla stessa Bankitalia, riflette la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro, passate da 14,2 a 41,8 miliardi, e il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (12,3 miliardi). Sarebbero rilevanti anche «l'effetto degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione dei tassi di cambio» per un controvalore di 1,3 miliardi
Per quanto riguarda la ripartizione per settore, il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 30,4 miliardi, mentre quello delle amministrazioni locali si è contratto di 2,6 miliardi. Stabili l’ammontare degli enti di previdenza e la vita media residua (7,7 anni).
Il debito pubblico italiano è in forte crescita, in particolare nel periodo post-covid evidenziato in grigio, con un ritmo a partire dagli anni ‘80 di circa 500 miliardi ogni 10 anni. Occorre osservare, tuttavia, che negli ultimi anni la percentuale di titoli di Stato di proprietà della Bce (che li compra attraverso la Banca d’Italia) è fortemente aumentata.
In generale, la Banca d’Italia suddivide i detentori di titoli di Stato in cinque categorie:
Ecco le quote di ripartizione del debito in base alla proprietà
A questo proposito si osserva, nei dati e nella linea gialla del grafico, che la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia è diminuita al 25,4% (rispetto al 25,8% del mese precedente), mentre a maggio (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quelle detenute dai non residenti e dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) sono rimaste pressoché invariate al 26,5% e al 10,9% rispettivamente.
Circa la composizione del debito pubblico, si possono distinguere 3 categorie: le obbligazioni a breve scadenza (o buoni ordinari del tesoro, Bot), le obbligazioni a lungo termine (o buoni del tesoro poliannuali o Btp) e le obbligazioni a tasso variabile (tipicamente indicizzate all’inflazione). Negli ultimi anni, il metodo di finanziamento preferito per le casse pubbliche sono stati i buoni a lunga scadenza con tasso fisso o Btp.