L’Europa chiama l’Italia risponde. L'Italia dovrebbe «affrontare le restanti restrizioni alla concorrenza, anche nei servizi pubblici locali, nei servizi alle imprese e nelle ferrovie». Questa una delle raccomandazioni della Commissione europea all'Italia, nell'ambito del pacchetto di primavera del semestre europeo, il meccanismo Ue di coordinamento delle politiche di bilancio. Per la Commissione, l'Italia dovrebbe anche «aumentare l'efficienza della pubblica amministrazione e rafforzare la capacità amministrativa, in particolare a livello locale».
Detto fatto. Sempre oggi, 4 giugno, è stata approvato dal consiglio dei ministri il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza, in cui il governo con nove articoli cerca innanzitutto di «rendere più efficienti i servizi pubblici locali» ha sottolineato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nella conferenza stampa post-cdm.
Sono infatti istituite sanzioni da un minimo di 5 mila a un massimo di 500 mila euro per l'omessa adozione e pubblicazione o per l'incompletezza, da parte degli enti locali - Comuni, Province e Città Metropolitane - della ricognizione periodica della situazione gestionale dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.
Basti pensare che la relazione illustrativa del ddl si riporta la fotografia dell’Anac: il tasso di inottemperanza all'obbligo di adozione e pubblicazione delle suddette relazioni è «elevato, pari al 58% dei Comuni a livello nazionale che raggiungono punte del 64% nei Comuni del Sud».
In particolare poi, in linea con i rimproveri Ue, c'è una norma nella legge annuale della Concorrenza che punta a «rafforzare l'efficienza del servizio pubblico di trasporto ferroviario regionale, rendendo trasparenti le modalità di gestione dello stesso». Concretamente il provvedimento prevede che tutte le disposizioni sull'obbligo di motivazione per affidamenti in-house che sono in vigore per i servizi pubblici locali siano estese anche al servizio pubblico regionale di trasporto ferroviario e su gomma.
Nondimeno l’Authority dei trasporti dovrà infine adottare, entro il 2026, delle linee guida per migliorare la qualità dell'affidamento del servizio. La relazione illustrativa del ddl evidenzia che «le difficoltà nel processo di liberalizzazione hanno determinato condizioni di offerta scarsamente competitive e spesso insoddisfacenti per quanto riguarda l'efficienza del servizio e la qualità delle gestioni, soprattutto nel settore del trasporto ferroviario». Tendenzialmente, continua la relazione illustrativa, «in Italia, la decisione delle amministrazioni è stata storicamente quella di ricorrere a contratti di lunga durata in assenza di procedure competitive per l'affidamento del servizio».
Sempre in materia di mobilità, la legge annuale per la Concorrenza disciplina la realizzazione di punti e stazioni di ricarica di veicoli elettrici, «al fine di garantire uno sviluppo efficiente del mercato della mobilità elettrica e assicurare agli utenti condizioni concorrenziali». Come? A fronte di richieste di autorizzazione con caratteristiche comparabili, il Comune deve «dare priorità alle istanze provenienti da soggetti che detengano meno del 40% del totale delle infrastrutture di ricarica installate o già autorizzate all'installazione nel territorio comunale».
Nel ddl, tra l'altro, è presente anche una serie di norme sui prodotti cosmetici e prodotti biocidi. Per quanto riguarda i prodotti cosmetici, si prevede una pena di reclusione da uno a 5 anni e una multa non inferiore mille euro per «chiunque usa a livello professionale un cosmetico con modalità difformi dalle indicazioni presenti nella relativa etichettatura, in modo che ne derivi un pericolo alla salute».
La legge Concorrenza 2025 cambia anche la governance della fondazione Enea Tech e Biomedical, che viene ridenominata «Fondazione Tech e Biomedical» e gestirà i 250 milioni di euro - già assegnati e finora non utilizzati - per finanziare progetti presentati dalla rete di fondazioni e competence center operanti in materia di trasferimento tecnologico, valutati idonei anche secondo nuovi criteri di managerialità e premialità.(riproduzione riservata)