Dal 2 aprile scatteranno i dazi del 25% su tutte le auto estere importate negli Stati Uniti. La scelta di imporre tasse risulterà dannosa «per le aziende e ancor peggiore per i consumatori tanto negli Usa quanto nell’Ue» ha evidenziato la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Per poi ribadire che l’Ue «continuerà a cercare soluzioni negoziate, ma salvaguardando al contempo i propri interessi economici».
Infatti, ha spiegato un portavoce della Commissione europea, «il punto non è se siamo sorpresi o no, il punto è se siamo pronti o no. E la risposta è e resta sì. Siamo preparati a salvaguardare i nostri interessi economici e se necessario daremo una risposta ferma, proporzionata, robusta, ben calibrata e tempestiva a qualsiasi misura ingiusta e controproducente da parte degli Stati Uniti».
Non molto distanti le reazioni degli esponenti dei singoli Stati membri dell’Ue. L’Italia è «contraria» a una guerra dei dazi e la posizione dell’esecutivo, a riguardo, è «molto chiara: i dazi non sono mai una buona notizia e bisogna scongiurare una guerra di questo tipo» ha commentato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Ma scegliendo l’arma della diplomazia: «Discutendo, parlando, avendo sempre i nervi ben saldi. Senza farsi prendere da reazioni istintive o dal panico».
Similmente il primo ministro polacco Donald Tusk ha affermato che, per preservare le sue relazioni strategiche con gli Stati Uniti, l'Europa agirà con calma e buonsenso, «ma certamente non in ginocchio». Nel contesto delle dichiarazioni provenienti da oltre Atlantico che spesso dimostrano una «mancanza di simpatia per l'Europa» di fronte alla politica doganale americana e al fine di «garantire la sopravvivenza» delle relazioni strategiche transatlantiche, «agiremo certamente con buon senso, con calma, ma certamente non in ginocchio», ha aggiunto Tusk.
Più netta la posizione assunta dal ministro dell'Economia tedesco, Robert Habeck: i dazi statunitensi sulle auto importate richiedono una risposta ferma da parte dell'Unione Europea. Anzi «deve essere chiaro che non accetteremo questa situazione».
Dal canto suo, il Regno Unito sta negoziando con gli Stati Uniti per evitare i nuovi dazi sulle auto. In particolare la ministra delle Finanze britannica, Rachel Reeves, spinge per un'esenzione a causa dei surplus commerciali tra i due Paesi, ha riferito Reuters. Nondimeno il Regno Unito sta valutando anche una potenziale revisione dei sussidi per i veicoli elettrici concessi a Tesla, che trae vantaggio dalla vendita di crediti in surplus alle case automobilistiche che hanno difficoltà a soddisfare gli attuali obiettivi britannici di vendita di veicoli elettrici. (riproduzione riservata)