Nessuno si salva dagli effetti dei dazi imposti dall’amministrazione di Donald Trump, neanche gli uomini più ricchi al mondo.
Il caos sulle borse mondiali causato dalla guerra commerciale ha avuto pesanti ripercussioni anche sui patrimoni personali dei 500 uomini più ricchi del mondo, con oltre 208 miliardi spazzati via in un solo giorno. Il più consistente calo giornaliero del Bloomberg Billionaires Index in 13 anni e la più significativa riduzione dallo scoppio della pandemia di Covid-19 nel 2020.
In media i Paperoni hanno visto calare il loro patrimonio personale del 3,3%. I più colpiti sono stati i miliardari negli Stati Uniti, con Mark Zuckerberg e Jeff Bezos in testa.
Nello specifico, le azioni di Meta Platforms hanno chiuso gli scambi a Wall Street nella giornata del 3 aprile con un tonfo vicino al 9%. Un crollo che è costato 17,9 miliardi di dollari al fondatore, Mark Zuckerberg, pari a circa il 9% del suo patrimonio personale. Il fondatore di Facebook rimane comunque il terzo uomo più ricco del mondo, con un capitale di 189 miliardi.
Similmente Amazon ha chiuso con un crollo del 9% scendendo sui minimi dal 2022, che è costato 15,9 miliardi di dollari al suo fondatore, Jeff Bezos, il secondo uomo più ricco del mondo dietro a Elon Musk. Il suo patrimonio personale si attesta ora a 201 miliardi di dollari.
A proposito del proprietario di X, Musk rimane l'uomo più ricco del mondo con 322 miliardi di dollari di ricchezza personale, anche se Tesla ieri ha lasciato sul terreno quasi il 6% al Nasdaq, circa 11 miliardi di dollari bruciati.
Dall’inizio del 2025 in verità Musk ha perso 110 miliardi a causa di una convergenza di fattori, che vanno dalle vendite di Tesla in netto rallentamento alle proteste contro la nomina ai vertici del Doge, il Dipartimento per l'Efficienza governativa degli Stati Uniti. Il titolo di Tesla ha mostrato un leggero recupero negli ultimi giorni, dopo speculazioni secondo cui l'amministrazione americana potrebbe dispensare presto Musk dal suo incarico nell'amministrazione Usa, anche se il presidente Trump ha finora negato quest'eventualità.
Passando poi all’uomo più ricco d’Europa nonché patron del colosso del lusso Lvmh, Bernard Arnault, questo ha visto spazzare via 6 miliardi di dollari dal suo capitale nelle giornata del 3 aprile. A pesare è stata l'imposizione di tariffe del 20% sui prodotti importati dall'Unione europea negli Usa, che ha travolto diversi settori, tra cui il lusso.
L’annuncio dei dazi ha colpito anche i titoli tech, con il fondatore ed ex ceo di Google, Larry Page che ha perso 4,79 miliardi di dollari di ricchezza e Bill Gates, fondatore di Microsoft, che ha visto scendere il suo patrimonio di 291 milioni di dollari.
E ancora Warren Buffett, l'oracolo degli investimenti di Omaha, ha perso 2,57 miliardi, mentre Tobi Lutke, ceo della società di e-commerce Shopify, ha visto andare in fumo in un giorno 1,5 miliardi di dollari, il 15% della sua ricchezza. (riproduzione riservata)