L’Unione Europea sta lavorando a un accordo per aumentare gli acquisti di beni dagli Stati Uniti di 50 miliardi di euro per risolvere la guerra commerciale. Ma, come soluzione equa ai negoziati, non accetterà dazi del 10% su nessun prodotto prodotto in Ue.
È questa la modalità scelta da Bruxelles per affrontare il «problema» dei dazi rivelata dal commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, in un’intervista rilasciata al Financial Times.
«Se il problema è il deficit commerciale di 50 miliardi di euro», ha osservato il commissario, «credo si possa risolvere molto rapidamente con accordi per acquistare più gnl e prodotti agricoli, come la soia».
«Quel che è ritengo estremamente importante è capirsi un po’ meglio: qual è la loro posizione, dove vogliono arrivare?», ha osservato Sefcovic. Alla domanda se avrebbe accettato una tariffa del 10% come soglia minima nei negoziati commerciali, il rappresentante europeo ha specificato che l’Ue considera il 10% «un livello molto elevato», suggerendo che il blocco non si accontenterà di un accordo che preveda l’applicazione di tariffe.
La Commissione europea negozia misure commerciali per conto dei 27 Stati Membri e Sefcovic ha detto che tutte le capitali «vogliono che negoziamo» ma, allo stesso tempo, sono tutte pronte a sostenere ulteriori ritorsioni se non si troverà un accordo.
Mercoledì 30 aprile la Commissione ha informato privatamente le delegazioni degli Stati Membri sui settori in cui si potrebbero offrire incentivi agli Stati Uniti, ma anche su un potenziale nuovo pacchetto di tariffe contro l’America. «Non sarà facile, la lavoreremo meticolosamente con ogni Stato Membro per avere una risposta solida e un sostegno unanime», ha detto Sefcovic. (riproduzione riservata)