C’è margine di trattativa con gli Stati Uniti sul 30% di dazi minacciati dal 1° agosto nella lettera siglata dal presidente Donald Trump e inviata a Bruxelles.
È «probabile raggiungere anche un accordo con l’Europa», ha dichiarato il tycoon in un’intervista a Real America's Voice. Prima di precisare però che «l’Unione Europea è stata brutale con noi, e ora si sta comportando in modo molto gentile. Vogliono raggiungere un accordo, ma sarà molto diverso dall'accordo che abbiamo avuto per anni».
Archiviato l'obiettivo di zero dazi, perché Trump vuole comunque incassare soldi attraverso le tariffe, la speranza dell’Ue è quella di ridurre l'aliquota, magari scendendo proprio verso il 10 o il 15%. Un livello che Trump sarebbe pronto a imporre a oltre 150 Paesi più piccoli, inviando una singola lettera.
Per l’Europa però resterebbe il tema dei vari settori economici che hanno esigenze diverse. In particolare, si puntano ad abbassare i dazi del 25% sulle auto.
Proprio su questo aspetto si è espresso il ministro degli Esteri italiano, nonché vice premier, Antonio Tajani: «I dazi al 15% rappresenterebbero una tariffa ancora alta, ma potrebbero essere accettabili se fosse una flat tax» ossia non ci fossero picchi in alcuni settori.
«Penso a farmaceutico, automotive e agroalimentare», ha aggiunto il titolare della Farnesina intervenendo al Congresso Cisl. Secondo Tajani «è giunto il momento di approvare l'accordo sul Mercosur, migliorando la parte che riguarda l'agricoltura, perché, per quanto mi riguarda, è un'opportunità per poter esportare di più». (riproduzione riservata)