La redazione del testo congiunto non vincolante dell'accordo Ue sui dazi che gli Stati Uniti imporranno è in fase avanzata. A riferirlo alle agenzie di stampa sono state fonti comunitarie che spiegano come Bruxelles sia in attesa del riscontro da parte di Washington «sugli ultimi dettagli» del testo che «fornirà maggiore chiarezza» per gli scambi.
Il 15% dovrebbe essere omnicomprensivo, ad eccezione di acciaio e alluminio. L’accordo dovrebbe valere quindi anche per «farmaci e semiconduttori, che in futuro potrebbero essere soggetti» a nuovi dazi, una volta che l'amministrazione Usa avrà concluso le sue indagini ai sensi della Sezione 232 del Trade Expansion Act, ha detto un alto funzionario Ue. La soglia del 15%, insomma, «è la garanzia» ottenuta dall'Ue.
I dazi Usa sui prodotti farmaceutici potrebbero essere introdotti «a breve», ha aggiunto. «È probabile» che per gli altri partner commerciali le tariffe «siano piuttosto elevate, ma per noi, grazie all'intesa, non supereranno il 15%», ha evidenziato il funzionario.
«Abbiamo consultato gli Stati membri in ogni fase del processo: la preferenza condivisa era per una soluzione negoziata. Non solo non c'era una maggioranza favorevole all'escalation, ma a sostenerla era una piccola minoranza», ha detto ancora in merito all’intesa sui dazi. L’accordo fa parte della strategia per stabilizzare i rapporti tra Europa e Stati Uniti.
«Non c'è alcuna celebrazione per questo risultato, ma piuttosto un senso di sollievo - ha ribadito il funzionario -. Abbiamo lavorato con cautela per evitare danni all'economia europea, all'industria, ai consumatori e ai cittadini».
«Sono in contatto con il segretario al Commercio Usa, Howard Lutnick e con l'ambasciatore Jamieson Greer mentre lavoriamo per mettere in pratica l'accordo Ue-Usa di luglio, in tutti i suoi elementi. Il lavoro prosegue con spirito costruttivo», ha aggiunto in una nota il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic. (riproduzione riservata)