Sono iniziati nella mattina del 10 maggio a Ginevra i colloqui tra Stati Uniti e Cina sui dazi. I due Paesi si sono seduti al tavolo per la prima volta dall’annuncio delle maxi tariffe nel tentativo di allentare le tensioni commerciali.
I rappresentanti americani, guidati dal segretario al Tesoro Scott Bessent e dal rappresentante per il Commercio Jamieson Greer, hanno incontrato il vicepremier cinese He Lifeng. Il vicepresidente svizzero Guy Parmelin, mediatore dei colloqui, ha definito il dialogo «già una vittoria» e ipotizzato una sospensione temporanea delle tariffe durante le trattative.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ad aprile ha imposto alla Cina tariffe al 145%, con picchi cumulativi del 245% su alcune categorie di merci. Come reazione, la Cina ha colpito i prodotti statunitensi con un’aliquota del 125%. Il 9 maggio, alla vigilia dell’avvio dei negoziati, Trump ha aperto a una riduzione all’80% dei dazi alla Cina: «sembra giusta», ha scritto su Truth Social. Tuttavia, successivamente la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha ridimensionato l’apertura, dichiarando che «80% è un numero buttato lì da Trump».
Mentre le delegazioni trattano in Svizzera, la guerra commerciale ha già iniziato a mostrare i suoi effetti. Ad aprile 2025, secondo i dati elaborati dalla Cnbc, le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti sono crollate di oltre il 21% su base annua, mentre le importazioni dalla stessa area si sono ridotte di quasi il 14%.
In più, nella prima settimana di maggio sono arrivati negli Stati Uniti i primi prodotti cinesi spediti dopo l’introduzione del maxi dazio del 145%. Sette navi con 12 mila container, racconta Cnbc, hanno attraccato nei porti statunitensi di Los Angeles e Long Beach e altre cinque dovrebbero arrivare a breve. Al loro interno merci importate da aziende statunitensi attive in una pluralità di settori. Tra queste Amazon, Home Depot, Ikea, Ralph Lauren and Tractor Supply. (riproduzione riservata)