È stato un ritorno in scena stile grande Gatsby quello di Callegari. Lo storico marchio italiano dei gommoni ha presentato a Palazzo Fendi di Roma il nuovo futuro dell’azienda dopo l’acquisizione da parte del Gruppo Recchia attraverso Aviorec, società attiva nell’aerospazio. Un rilancio che porta nella nautica una cifra stilistica insolita, fatta di materiali dell’industria del volo.
Alla guida del progetto c’è Jacopo Recchia, 37 anni, ingegnere edile e amministratore delegato del gruppo che sintetizza così il lancio del Callegari 48, l’ammiraglia della gamma: «Volevamo trasferire nel mare i processi dell’aerospazio. La nuova generazione di battelli è realizzata con materiali e processi assimilabili a quelli di un jet F-35», racconta a Milano Finanza.
«L’impatto immediato si ha sulla struttura, perché i nuovi scafi risultano fino a tre volte più leggeri rispetto ai modelli tradizionali della stessa categoria, con ricadute su consumi, motorizzazioni ed efficienza idrodinamica». Il rilancio del gruppo parte da un maxi-Rib da 48 piedi con la volontà precisa di posizionarsi nella fascia alta del mercato. Prezzo base: circa 1,2 milioni, esclusi allestimenti.
«Volevamo partire dal top di gamma e poi declinare la stessa qualità su tutti i modelli», spiega Recchia, precisando che la strategia prevede una gamma progressiva, dal 9 metri fino ai futuri 10,12 e 17 metri. La filosofia industriale è quella di una filiera totalmente integrata. Il nuovo sito produttivo da 10 mila metri quadrati di Anagni concentra l’intera produzione, con l’obiettivo di internalizzare ogni fase.
Dal punto di vista finanziario la strategia, almeno nel breve periodo, esclude la quotazione: «Non ne abbiamo ancora bisogno, oggi il gruppo si autofinanzia». E quindi priorità alla crescita industriale e all’espansione commerciale, in linea con il mercato di riferimento che è quello internazionale. Europa, Stati Uniti e Medio Oriente rappresentano i principali assi di sviluppo, con un posizionamento già consolidato tra Montecarlo,Cannes, Miami e Dubai.
Il gruppo sta anche lavorando alla costruzione di una rete di dealer globali e alla creazione di monobrand in alcune aree strategiche. «A breve annunceremo l’acquisizione di un’azienda che fa barche a motore, non posso svelare altro». La narrazione industriale del nuovo corso dell’azienda è, a detta del ceo, molto precisa: costruire un polo della nautica premium italiana con ambizioni globali. (riproduzione riservata)