«In questo momento siamo a un punto decisivo e siamo molto vicini a una recessione. E temo che possa verificarsi qualcosa di peggio di una recessione se la situazione non verrà gestita bene». Lo ha dichiarato a Nbc News il fondatore di Bridgewater, Ray Dalio, intervenendo domenica nella trasmissione Meet the Press.
Una recessione, spiega Dalio, è costituita da due trimestri di calo del Pil e non rappresenta un evento raro. Lo scenario attuale, invece, è caratterizzato da problemi molto più profondi, ovvero il «crollo» dell’ordine monetario e cambiamenti significativi nell’ordine interno americano e nell’ordine mondiale. «Questi tempi sono molto simili agli anni '30», ha aggiunto il magnate.
«Stiamo passando dal multilateralismo, che è in gran parte un tipo di ordine mondiale americano, a un ordine mondiale unilaterale in cui c'è grande conflitto». Alla domanda su come i dazi del presidente Usa, Donald Trump, stiano influenzando questo processo, Dalio ha risposto che l’effetto dipende dalla attuazione delle tariffe, che è stata «finora molto distruttiva».
Dalio ha poi affermato che il Congresso dovrebbe ridurre il deficit federale al 3% del prodotto interno lordo. «Se non lo faranno, avremo un problema di domanda e offerta di debito, oltre ad altri problemi, e le conseguenze saranno peggiori di una normale recessione».
Il valore stesso del denaro è in gioco, ha affermato Dalio, aggiungendo che tale scenario è evitabile se i legislatori collaboreranno per ridurre il deficit e se gli Stati Uniti scoraggeranno i conflitti e le politiche inefficienti nello scenario globale. (riproduzione riservata)