Dopo i conti dei nove mesi, chiusi con ricavi a 4,84 miliardi (+16%) e un utile netto di 219 milioni (+12%), Iren vara il piano industriale 2025-2030, che prevede 6,4 miliardi di investimenti, un ebitda a 1,6 miliardi a fine periodo e dividendi in crescita, ma anche un nuovo modello di business. MF-Milano Finanza ne ha parlato con il presidente Luca Dal Fabbro.
Domanda. Partiamo dallo scenario di mercato. Quanto pesa, e cosa vi aspettate dai prezzi dell’energia?
Risposta. Il vantaggio di una multiutility come la nostra è la diversificazione: ci sono settori che perdono e altri che guadagnano, ma l’importante è che la somma sia positiva. Questo ci protegge dai picchi negativi e ci consente stabilità e crescita. Non prevediamo grandi oscillazioni dei prezzi nell’orizzonte di piano al 2030. Come dicevo, la diversificazione ci tutela e le efficienze programmate aiutano a mantenere stabili i margini.
D. Veniamo ai conti, cosa ha spinto la crescita dei nove mesi?
R. I numeri sono il frutto di tre anni di disciplina finanziaria: attenzione ai costi, gestione rigorosa e ottimizzazione di tutte le aree possibili. Ora raccogliamo i risultati di questo lavoro, mentre il nuovo piano rafforza ulteriormente i fattori che hanno consentito queste performance.
D. Il piano introduce però un cambio di modello
R. Ci concentriamo sui business dove siamo più forti: reti, vendita di energia elettrica e gas, servizi, produzione di energia, ambiente. È il passaggio da un modello di extended multiutility a una focussed multiutility: una capital allocation più selettiva, centrata su attività a maggiore ritorno e su cui abbiamo vantaggi competitivi.
D. L’idroelettrico è tra questi?
R. Siamo l’unica azienda in Italia ad aver presentato un project finance completo sull’idroelettrico. Quindi sì, è un vantaggio competitivo importante, perché il sistema si sta muovendo in quella direzione. La gara della Regione Piemonte sarà decisiva: col progetto di project finance partiremo con una sicurezza in più. È un modello replicabile anche in altri territori.
D. Il piano sembra moderare la crescita nelle rinnovabili.
R. Parlerei di consolidamento. Continuiamo a investire in solare e idroelettrico e su ulteriori opportunità. Manteniamo obiettivi stabili e sostenibili.
D. Che peso avrebbe la quarta linea del termovalorizzatore di Torino?
R. Sarebbe un game changer: consoliderebbe la nostra posizione tra i leader nazionali nella valorizzazione energetica dei rifiuti.
D. Investimenti per 6,4 miliardi, senza dismissioni. È così?
R. Al momento non sono previste. Potrebbero esserci cessione tattiche solo se utili a finanziare acquisizioni più mirate, non per necessità di cassa.
D. Pensate invece a prossimi bond, green e sostenibili?
R. Sì. Stiamo lavorando con le istituzioni europee a nuovi strumenti di finanziamento sostenibile dedicati ad acqua, rinnovabili e ambiente. Sono strumenti molto efficaci, con tassi competitivi e flessibilità nell’erogazione.
D. Il piano mette in risalto i dividendi. Cosa possono aspettarsi gli azionisti?
R. La politica di dividendi è in crescita dell’8% fino al 2027 e del 6% dal 2028 al 2030. Diamo agli azionisti stabilità e visibilità. Il leverage sotto 3x al 2030 dimostra che mettiamo ulteriormente in sicurezza i conti, riducendo ogni rischio legato a tassi o volatilità. Puntiamo a una gestione rigorosa e prudente, concentrandoci sui settori dove siamo realmente forti. Profitti, ma anche qualità del servizio, investimenti e dialogo col territorio. (riproduzione riservata)