Il titolo Daikin mette a segno il maggior rialzo dal 2009 (+9% a 22.090 yen alla borsa di Tokyo) dopo che Elliott Investment Management ha acquisito una partecipazione nel produttore giapponese di condizionatori, affermando che il titolo è «decisamente sottovalutato» dal mercato: capitalizza poco sotto 6.000 miliardi di yen (5.930 miliardi).
Elliott non ha fornito dettagli sulla partecipazione acquisita, ma una fonte ha detto a Reuters che la quota è del 3% circa. L’investitore attivista ha chiesto iniziative per aumentare la redditività, migliorare i rendimenti per gli azionisti, anche attraverso un programma di riacquisto di azioni proprie (Daikin ha la capacità di destinare 1.000 miliardi di yen a un buyback nel medio termine), e rivedere gli asset considerati non core per concentrarsi di più sulla sua attività principale: i condizionatori d'aria. «Siamo impegnati a collaborare in modo costruttivo con l’azienda», ha dichiarato l’investitore statunitense.
Elliott, reduce da una campagna di successo visto che ha convinto il gruppo Toyota ad aumentare l’offerta di buyout per Toyota Industries, sta intensificando la sua attività in Giappone. Il mese scorso, infatti, ha acquistato una partecipazione in una delle più grandi compagnie di navigazione al mondo: Mitsui O.S.K. Lines.
«Riteniamo che un maggior coinvolgimento con i mercati dei capitali, che dovrebbe essere favorito dall’investimento di Elliott, sia necessario per incoraggiare gli investitori a rivalutare il titolo Daikin», ha commentato Satoshi Taninaka, analista di Smbc Nikko Securities.
Il titolo Daikin era sceso del 6,5% a febbraio dopo che la società ha ridotto le previsioni sull’utile dell’esercizio che termina a marzo, a causa delle incertezze legate ai dazi statunitensi che hanno pesato sulla domanda. All’epoca Daikin aveva stimato un impatto negativo di 41 miliardi di yen sull’utile operativo per l’intero bilancio annuale, prevedendo di compensare tale impatto attraverso l’aumento dei prezzi e tagli ai costi.
Comunque la domanda di condizionatori per raffreddare i data center guiderà la crescita del gruppo negli Stati Uniti, secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence. Infatti, l’azienda punta a triplicare i ricavi in Nord America legati ai data center fino ad almeno 300 miliardi di yen entro l’anno fiscale che termina a marzo 2031. (riproduzione riservata)