Gli Stati Uniti hanno ufficialmente sospeso alcune delle forniture militari precedentemente promesse all’Ucraina, tra cui missili antiaerei per i sistemi Patriot, artiglieria di precisione e missili Hellfire. La decisione, confermata dalla Casa Bianca, arriva in seguito a una revisione interna del Dipartimento della Difesa, che ha evidenziato un livello critico nelle scorte nazionali di munizioni.
«Abbiamo agito per tutelare gli interessi strategici degli Stati Uniti», ha spiegato la vice portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, sottolineando che la scelta è frutto di un’analisi sull’assistenza militare fornita a Paesi terzi. Si intravede anche un cambio di rotta più ampio, legato al nuovo corso della politica estera statunitense sotto la presidenza di Donald Trump.
Il taglio agli aiuti arriva in un momento critico per l’Ucraina, mentre la Russia ha intensificato la sua offensiva, lanciando attacchi aerei massicci contro infrastrutture strategiche ucraine. Nella notte del primo luglio, le forze di Kiev hanno risposto, colpendo una raffineria nella regione russa di Saratov e uno stabilimento di produzione missilistica a Izhevsk. Ma l’interruzione delle forniture occidentali rischia di compromettere la capacità difensiva dell’Ucraina.
La sospensione riguarda in particolare gli armamenti promessi dall’amministrazione Biden, ma ora riconsiderati nell’ambito di una strategia più cauta, che vede Washington ricalibrare le proprie priorità internazionali. Il presidente Trump sembra voler concentrare gli sforzi diplomatici su altri teatri di crisi, come il Medio Oriente, dove sta cercando di mediare un cessate il fuoco a Gaza e contenere l’escalation tra Israele e Iran. (riproduzione riservata)