skin track
Il ceo del Fondo Italiano d'Investimento Davide Bertone
Il ceo del Fondo Italiano d'Investimento Davide Bertone
Corporate Italia Leggi dopo

Da Cdp Venture a Fondo Italiano fino a Dea Capital Alternative Funds, la Cassa mette in moto il risiko delle poltrone nelle sgr

25 aprile 2025, 21:20 Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2025, 21:25

Le caselle lasciate scoperte delle grandi società di gestione della galassia Cdp innescano il risiko delle poltrone delle sgr in Italia

Le caselle lasciate scoperte delle grandi società di gestione della galassia Cdp innescano il risiko delle poltrone delle sgr in Italia. Secondo quanto risulta a Milano Finanza, dopo i rinnovi delle grandi partecipate di Stato non è stato ancora convocato il comitato nomine della Cassa per riempire il posto vuoto in Cdp Venture Capital o per rinnovare i mandati dei vertici nel Fondo Italiano d’Investimento, in Cdp Real Asset e nel Fondo Italiano per le Infrastrutture (F2i), poltrone su cui la politica sta dirigendo il traffico. È nelle stanze di compensazione di Palazzo Chigi che verrà acceso il disco verde finale.

Nella sgr di via Goito che si occupa degli investimenti nelle startup c’è da trovare il sostituto di Agostino Scornajenchi, l’ex cfo di Terna che, dopo solo un anno e mezzo di incarico, il governo ha promosso amministratore delegato di Snam al posto di Stefano Venier. Gli head hunter di Spencer Stuart incaricati da Cdp per la nuova tornata di nomine sono al lavoro anche per i vertici che devono insediarsi sulle altre tre tolde di comando di sgr che gestiscono in tutto circa 15 miliardi di euro di asset.

Quali? Nel Fondo Italiano d’Investimento, la società di gestione di cui la Cassa possiede il 55% ma il cui azionariato vede la presenza anche di grandi banche come Intesa Sanpaolo e Unicredit, Banco Bpm e Bper e di enti come Abi, Enpam ed Enpaia, sarebbe stata trovata la quadra attorno alla riconferma del tandem composto da Davide Bertone (ceo) e Barbara Poggiali (presidente).

La casella dell’amministratore delegato spetta a Cassa, mentre quella della presidenza a Intesa Sanpaolo e all’Enpam. Sulla seconda, la procedura sarebbe già chiusa. Ci sono meno conferme invece sul nuovo mandato a Bertone. Restano aperte le procedure anche sulla presidenza di F2i e sulla poltrona di amministratore delegato di Cdp Real Asset.

Se nel private equity infrastrutturale, dopo il recente rinnovo dei patti parasociali fra Cassa, fondazioni, enti previdenziali, banche e investitori internazionali, il posto del ceo Renato Ravanelli non è in discussione, in Via Goito si attendono le indicazioni della politica per la figura del presidente.

Massimiliano Cesare ha già alle spalle due mandati e per la sua casella si è fatto il nome dell’attuale presidente della Cassa Giovanni Gorno Tempini. Il mega comitato nomine che dovrebbe partorire in maniera accorpata la nuova infornata non si è però ancora espresso. Stesso copione per Cdp Real Asset, la controllata che gestisce investimenti immobiliari e gli interventi di valorizzazione e gestione urbana di Cdp: da molti mesi si vocifera di una sostituzione di Giancarlo Scotti, tecnico di rilievo poco incline a logiche politiche romane. Il cambio del manager bocconiano ex Prelios e Generali Real Estate non è però ancora certo e potrebbe restare per un altro mandato.

Il round di nomine da fare nelle società di gestione della galassia Cdp arriva in un momento in cui tutto il mondo delle sgr è in forte fermento. Dal risiko tricolore spuntano alcuni nomi per il giro di poltrone in corso tra i grandi gestori della Cassa: da Gianandrea Perco, numero uno di Dea Capital Alternative Funds (sgr del gruppo De Agostini) a Fabio Carlozzo, amministratore delegato di Redo, società controllata da Fondazione Cariplo e da Intesa Sanpaolo.
 

La partita delle nomine è intrecciata ai potenziali riassetti azionari delle sgr. A inizio anno la conglomerata di Novara delle famiglie Boroli-Drago - che spazia dall’editoria ai media e dalle lotterie agli investimenti nel farmaceutico e nel cioccolato - ha aperto il processo di vendita del gruppo di private equity con 6 miliardi di masse.

Il mandato è stato affidato a Mediobanca e, secondo quanto risulta a Milano Finanza, dopo una fase iniziale in cui hanno fatto capolino anche big internazionali del private equity come Eurazeo e Tikehau, si è arrivati a una short-list di offerte non vincolanti che vede tre soggetti in data room: Banca Finnat, Green Arrow Capital e Anthilia Capital Partners.

Dall’operazione di vendita, che potrebbe valere intorno a 50 milioni e per cui a metà maggio si passerà alle offerte vincolanti, si è sfilata Banca Finint che sta guardando oltre confine. Al di là delle Alpi, il gruppo guidato da Lucio Izzi ha messo nel mirino sgr attive nel core business delle cartolarizzazioni. Redo, invece, ha appena registrato l’uscita di Cassa che ha messo in vendita il proprio 30%, cedendolo in parti uguali a Kryalos, Cassa Forense e Fondazione Monte di Lombardia.

In questa fase di fermento, infine, c’è chi è alla ricerca di nuove alleanze per aumentare la dimensione internazionale: è il caso di Tages Capital, la sgr delle infrastrutture rinnovabili guidata dal presidente e fondatore Umberto Quadrino. Fresco di ingresso di un manager di grande esperienza come Carlo Michelini (ex cio di F2i) in qualità di senior partner della sgr e membro del cda, da circa 9 mesi il gruppo di Quadrino sarebbe alla ricerca di un operatore comunitario con cui avviare una partnership internazionale che proietti Tages sempre più verso la dimensione di fondo paneuropeo.

Del resto, la sgr ha ormai consolidato la leadership nei confini nazionali e già con il terzo fondo (Tages Helios Net Zero) ha iniziato a investire all’estero. Un eventuale accordo con una sgr estera potrebbe fornire il boost necessario per l’internazionalizzazione e, quindi, per ampliare ulteriormente la dimensione del fundraising, arrivando così a superare anche il miliardo e mezzo di raccolta. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza