La partita è quasi senza precedenti per dimensioni e potenziali effetti, ma quello ipotizzato per Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri e Luigi Lovaglio in Montepaschi e in Mediobanca non è certo il primo concerto a finire sotto la lente della Consob. Negli ultimi venti anni la Commissione ha esaminato numerosi dossier, talvolta determinando svolte che hanno segnato il corso futuro della finanza italiana.
Il primo caso significativo risale al maggio 2005, pochi giorni dopo l’avvio dell’inchiesta della Procura di Milano sulla scalata ad Antonveneta da parte della Banca Popolare Italiana. In quell’occasione Consob stabilì che l’ad della ex Popolare di Lodi Gianpiero Fiorani assieme ad alcuni soci dell’istituto aveva stipulato un patto occulto per superare la soglia del 30%, imponendo il lancio di un’opa sul 100% della banca padovana. Dopo qualche settimana le indagini avrebbero portato al sequestro dei titoli detenuti da Bpi e dai concertisti e al blocco dell’offerta da parte di Consob e Bankitalia.
Pochi mesi dopo la Commissione intervenne sulla scalata di Unipol a Bnl, rivelando l’esistenza di un patto occulto tra la compagnia allora guidata da Giovanni Consorte e Deutsche Bank. In quel caso Consob impose l’aumento del prezzo dell’offerta a 2,755 euro per azione e la pubblicazione di un supplemento al prospetto informativo. Ma solo qualche settimana dopo Bankitalia bloccò definitivamente l’acquisizione giudicando Unipol troppo piccola per aggiudicarsi Bnl e aprendo così la strada ai francesi di Bnp Paribas.
Fu sempre Via Nazionale nel settembre 2018 a intervenire sul patto sottoscritto da Raffaele Mincione, Gabriele Volpi e Aldo Spinelli sul 15,2% di Banca Carige. In quel contesto il regolatore stabilì che fino all’autorizzazione della vigilanza solo il 9,99% di quel pacchetto azionario poteva esercitare i diritti di voto. La quota eccedente venne di conseguenza congelata.
In materia di concerto le authority italiane hanno monitorato anche altri settori oltre le banche. Nel marzo 2006, ad esempio, la Consob accertò un concerto tra la Blugroup Holding di Marco Benatti e Mittel in occasione di un’opa su FullSix. L’accertamento riguardava un patto parasociale non comunicato, stipulato fra le due parti poco prima dell’acquisto di quote rilevanti. Un’accusa simile scattò nel dicembre 2011 a carico del gruppo Ladurner, della Finanziaria Trentina e di Igi sgr in relazione alle quote detenute in Greenvision Ambiente. E nel 2017 la Consob intervenne su Alerion Clean Power, di cui Fri-El Green Power e Stafil avevano superato il 30%. L’autorità impose il lancio di un’opa totalitaria al prezzo più alto pagato. (riproduzione riservata)