Il Bitcoin tocca un nuovo massimo storico superando i 122.000 dollari nelle contrattazioni, sostenuto dall'ottimismo del mercato in vista di un'attesa «Crypto Week» a Washington. Il Parlamento statunitense oggi 15 luglio inizierà l'esame di tre importanti disegni di legge che potrebbero cambiare il quadro normativo degli asset digitali.
Il presidente Donald Trump non ha mai fatto mistero dall'inizio del suo secondo mandato alla Casa Bianca di voler trasformare gli Stati Uniti nella «crypto capitale del mondo». Lo stesso tycoon a gennaio ha lanciato una sua meme coin, che si è attestata attorno ai 10 dollari di valore, dopo aver toccato un picco iniziale poco sotto i 50.
Oggi Bitcoin, la più grande criptovaluta al mondo, è stata scambiata in rialzo del 2,67% a 122.390 dollari, per poi ripiegare poco sotto i 120mila. Questo nuovo picco segue una serie di massimi storici raggiunti la scorsa settimana, alimentati da forti afflussi negli Etf e da una maggiore chiarezza normativa.
I repubblicani statunitensi hanno dichiarato la settimana del 14 luglio come la «crypto week», durante la quale i membri del Congresso voteranno sul Genius Act, sul Clarity Act e sull'Anti-Cbdc Surveillance State Act. Il disegno di legge più significativo è il Genius Act, che introdurrebbe regole federali per le stablecoin. Il Clarity Act e leggi correlate, invece, definiscono e mirano a una supervisione federale, riducendo l'ambiguità normativa negli Stati Uniti. L’Anti-Cbdc Surveillance State Act, invece, punta a vietare alla Federal Reserve di emettere una valuta digitale della banca centrale (Cbdc) per i cittadini americani, al fine di evitare un potenziale strumento di sorveglianza statale e proteggere la privacy finanziaria degli individui.
In questo scenario, come sottolinea sottolinea Filippo Diodovich, senior market strategist di Ig Italia, «la crescente chiarezza normativa, il sostegno istituzionale e gli ecosistemi Etf stanno trasformando il Bitcoin da curiosità speculativa a componente fondamentale di portafoglio». Anche Simon Peters, cryptoasset analyst di eToro, ritiene che una svolata in ambito normativo possa essere un catalizzatore in grado di sostenere un’ulteriore gamba rialzista. In merito ha dichiarato:«Gli sviluppi legati a questi provvedimenti legislativi sulle criptovalute potrebbero fornire ulteriore slancio al rally attuale. Restiamo in attesa di vedere cosa accadrà».
Non sorprende che proprio le stablecoin siano al centro della Crypto Week. Le stablecoin ancorate al dollaro e sostenute da riserve in titoli di Stato Usa – come Tether e Usd Coin – stanno emergendo non solo come strumenti finanziari innovativi, ma anche come potenziali alleati nella gestione del debito pubblico americano. Questi strumenti, per mantenere il peg (ancoraggio) con il dollaro, devono detenere asset liquidi e sicuri, tra cui T-bills a breve termine, creando così una domanda strutturale e crescente per il debito sovrano.
In questo contesto, un environment regolatorio chiaro, accogliente e incentrato sulla trasparenza e la solvibilità degli emittenti di stablecoin non solo favorirebbe l’innovazione finanziaria e la leadership del dollaro negli ecosistemi digitali globali, ma contribuirebbe anche, indirettamente, a sostenere la domanda per i Treasury Usa, rafforzando la stabilità e la finanziabilità del debito federale. Più che sostituire l’emissione di T-bills, l’adozione strategica delle stablecoin potrebbe quindi affiancarla, stabilizzandola e diversificandone la base di acquirenti, in un momento in cui la sostenibilità del debito americano è tornata al centro del dibattito economico.
Ad avvantaggiare l’asset class è sicuramente anche lo scenario geopolitico incerto e frastagliato. Le forti tensioni commerciali, con l'annuncio di dazi Usa al 30% nei confronti di Ue e Messico e le minacce di dazi al 100% sulla Russia, fanno sì che i gestori decidano di destinare una frazione delle proprie risorse in criptovalute con finalità di diversificazione. Inoltre, gli analisti indicano come potenziali catalizzatori delle prospettive rialziste gli effetti di un possibile taglio dei tassi da parte della Fed - invocato a gran voce da mesi da Trump con uno scontro frontale con il presidente della Federal Reserve Jerome Powell - e gli afflussi provenienti dagli Etf che, secondo i dati forniti da Bitwise, soltanto nella scorsa settimana, hanno raggiunto quasi 4 miliardi di dollari.
Il rally di Bitcoin, secondo alcuni analisti, potrebbe continuare fino a dicembre, con un potenziale picco di ciclo stimato tra i 200 mila e i 300 mila dollari. Utilizzando la definizione fornita da Bitcoin.org, un ciclo del Bitcoin è un periodo di circa quattro anni scandito dal fenomeno del ‘halving’, ovvero il dimezzamento delle ricompense per i miner, che avviene ogni 210.000 blocchi. Questo meccanismo riduce l’emissione di nuovi Btc e ha storicamente influenzato i cicli di mercato tra fasi di accumulo, rally e correzione. Al momento della stesura, 15 luglio 2025, siamo nel pieno del nuovo ciclo di Bitcoin, iniziato con l’halving avvenuto il 19 aprile 2024 (quando la ricompensa è passata da 6,25 a 3,125 Btc per blocco). (riproduzione riservata)