Dagli Stati Uniti arriva un segnale forte e atteso dal settore cripto: la Camera dei Rappresentanti ha approvato con 308 voti favorevoli e 222 contrari il Genius Act (Guiding And Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins), il primo provvedimento legislativo federale per regolamentare le stablecoin, ovvero token digitali ancorati a valute fiat come il dollaro.
Il testo, sostenuto trasversalmente anche da esponenti democratici, mira a garantire regole certe e maggiore trasparenza a un comparto in rapida crescita, ma finora poco normato. Il disegno di legge — che ora passa al presidente Usa Donald Trump per la firma definitiva — amplia anche i poteri della Commodity Futures Trading Commission (Cftc), incaricata di vigilare sul rispetto delle nuove regole. Si tratta di un cambio di rotta significativo per Trump, che in passato aveva definito le criptovalute una «truffa», ma che oggi sostiene apertamente il settore, anche per via di interessi imprenditoriali personali legati a realtà come World Liberty Financial.
Contestualmente, come riporta Forbes, la Camera ha approvato altri due provvedimenti chiave: il Digital Asset Market Clarity Act of 2025 (294 voti a favore, 134 contrari) e l’Anti-Cbdc Act, volto a impedire alla Federal Reserve di emettere una valuta digitale, che è passato con un margine più ristretto (219 a 210). Dopo alcuni rinvii legati a tensioni interne al fronte conservatore, i tre testi hanno superato l’esame procedurale e ora due di essi passano al Senato.
Il nuovo slancio legislativo arriva mentre, secondo indiscrezioni, l’ex presidente starebbe preparando un ordine esecutivo per autorizzare l’inclusione di asset privati — come criptovalute, oro e private equity — nei portafogli pensionistici. Intanto, il Bitcoin ha aggiornato i suoi massimi storici, superando questa settimana la soglia dei 120 mila dollari, alimentando ulteriormente l’attenzione del mercato sugli sviluppi normativi.
Come evidenziato da Reuters e Business Insider, l’approvazione del Genius Act ha innescato una nuova ondata di ottimismo sui mercati crypto, stimolando una crescente domanda e una dinamica rialzista dei prezzi. Bitcoin ha superato la soglia dei 120 mila dollari, segnalando che gli investitori stavano già prezzando una regolamentazione favorevole. In merito, Steve Sosnick, chief strategist di Interactive Brokers, ha commentato: «I mercati avevano già registrato un rialzo nelle ultime settimane in previsione della ‘crypto week’, quindi parte dell’entusiasmo era già scontato nei prezzi. Almeno, però, non stiamo assistendo a una tipica reazione di ‘sell the news’, forse perché gli operatori restano fiduciosi che l’intero pacchetto legislativo venga effettivamente approvato».
Parallelamente, Ethereum — come riportato da CoinMarketCap — ha beneficiato direttamente dell’adozione delle stablecoin e dei protocolli DeFi, rafforzando il proprio ruolo di infrastruttura centrale nell’ecosistema. In questo nuovo ciclo, Ethereum potrebbe persino assumere una funzione quasi istituzionale, diventando la base tecnologica per le stablecoin regolamentate.
È da sottolineare che le altcoin (compresa Eth) hanno iniziato a sovraperformare Bitcoin: la capitalizzazione di mercato delle criptovalute escluse Btc ed Eth (la cosiddetta Total) è cresciuta del 25,4% nell’ultimo mese, contro un +14,1% per Bitcoin e +43,6% per Ethereum (TradingView).
L’approvazione del Genius Act potrebbe rappresentare un punto di svolta anche in termini di adozione sistemica delle stablecoin nella finanza americana e globale. Grazie all’obbligo di collateralizzazione 1:1 con dollari o asset a basso rischio, queste criptovalute stabili acquisiscono i tratti di una vera e propria quasi-moneta digitale, adatta a microtransazioni e pagamenti istantanei. Colossi come Walmart e Amazon guardano con interesse alla possibilità di emettere stablecoin proprie, con l’obiettivo di ridurre i costi legati alle commissioni sulle carte di credito. Questo potrebbe alimentare una forte domanda di stablecoin ‘regolamentate’, offrendo al contempo maggiore fiducia agli utenti e agli operatori.
L’approvazione del Genius Act, che introduce un quadro normativo federale per le stablecoin ancorate al dollaro, porta con sé non solo effetti di mercato, ma anche profonde implicazioni macroeconomiche per gli Stati Uniti. Da un lato, l’obbligo di collateralizzazione in asset sicuri - come i Treasury bond - potrebbe tradursi in un aumento della domanda per i titoli di Stato americani. Secondo diversi analisti, citati da Reuters e Bloomberg, ciò rappresenterebbe un beneficio potenziale per il rifinanziamento del debito pubblico statunitense, in un contesto in cui il debito nazionale ha superato i 34 trilioni di dollari.
Dall’altro lato, l'espansione globale delle stablecoin private denominate in dollari, come Usdc di Circle o Pyusd di PayPal, introduce nuove vulnerabilità per la sovranità monetaria americana. Come sottolineato dal Wall Street Journal, la circolazione ingente questi token al di fuori degli Stati Uniti può generare una sorta di «dollaro digitale ombra», sfuggendo al controllo diretto della Federal Reserve e creando una rete di pagamenti transfrontalieri non tracciabili in tempo reale.
Questa dinamica si inserisce in un contesto ancora più complesso, considerando che la Camera ha anche approvato l’Anti-Cbdc Act, che impedisce alla Federal Reserve di emettere una propria valuta digitale. In assenza di un dollaro digitale pubblico, il sistema rischia di evolversi verso una ibridazione pubblico-privata, in cui le stablecoin diventano de facto strumenti sistemici senza l’ombrello diretto della Fed.
A lungo termine, questo scenario potrebbe innescare tensioni istituzionali: i grandi emittenti di stablecoin – come i top player tecnologici Usa, Circle o persino colossi retail come PayPal o Amazon - potrebbero trovarsi in rotta di collisione con la Banca Centrale americana per il controllo della politica monetaria digitale, come evidenziato anche da un’analisi del Financial Times.(riproduzione riservata)