Secondo quanto riportato da Reuters, il magnate della tecnologia Peter Thiel – cofondatore di PayPal e Palantir – ha comunicato di detenere una partecipazione del 9,1% in Bitmine Immersion Technologies, società attiva nel mining e nei servizi per criptovalute.
La notizia è emersa da un filing regolamentare diffuso martedì 16 luglio a mercati chiusi e rende Thiel, secondo i dati più aggiornati, il primo azionista di Bitmine. Il titolo è balzato di quasi il 15% all’inizio delle contrattazioni giovedì 17, per poi andare in rosso. Alle 16:20 ore italiane scende dell’1,44% a 44,17 dollari per azione.
Le azioni Bitmine hanno registrato un rialzo superiore al +400% da inizio anno, contro il +27% registrato da Bitcoin nello stesso periodo. Bitmine ha in portafoglio, secondo dati aggiornati al 14 luglio, 154 bitcoin e oltre 163mila ether, per un valore complessivo di circa 535 milioni di dollari ai prezzi correnti.
Bitmine Immersion Technologies, come viene spiegato sul sito ufficiale della società, basa il proprio modello di business su un approccio integrato al settore del mining di criptovalute, combinando attività operative, infrastrutturali e finanziarie. Con una capitalizzazione che sfiora i 2 miliardi di dollari, l’azienda svolge in primo luogo attività di mining diretto di Bitcoin, tramite impianti ad alta efficienza basati su tecnologia di raffreddamento a immersione, che consente di ottimizzare le prestazioni dei macchinari e ridurre i costi energetici.
Parallelamente, offre servizi di hosting per terzi (Mining-as-a-Service), fornendo spazi, gestione operativa e infrastruttura completa per l’attività di mining condotta da clienti esterni, in cambio di tariffe in dollari o percentuali del mining prodotto. Inoltre, la società realizza ricavi anche tramite la vendita o il leasing di attrezzature per il mining, tra cui container modulari e hardware. A queste attività, stando a quanto riportato da Pr Newswire, si affianca un’innovativa strategia di ‘synthetic mining’, che permette di generare ricavi in Bitcoin attraverso contratti di hashrate acquistati da terze parti, senza dover possedere direttamente l’hardware, contribuendo così a una maggiore flessibilità operativa.
Sul piano finanziario, Bitmine ha recentemente avviato una strategia di tesoreria in Ethereum, annunciando a giugno un collocamento privato da 250 milioni di dollari destinato ad acquistare Eth come riserva di valore, e nominando Thomas Lee, responsabile della ricerca di Fundstrat Global Advisors, all'interno del consiglio di amministrazione. Come sottolinea Reuters, questa strategia segue il modello già adottato da player come MicroStrategy e riflette il crescente interesse istituzionale verso Ethereum, che negli ultimi tre mesi ha raddoppiato il proprio valore.
Bitmine, quindi, si posiziona come un operatore ibrido, capace di unire tecnologia avanzata, servizi infrastrutturali e gestione attiva delle riserve in criptovalute, rispondendo in modo dinamico all’evoluzione del mercato degli asset digitali.(riproduzione riservata)