Alps Blockchain, società trentina specializzata nel mining sostenibile di criptovalute e finita nel mirino di Azimut, che lo scorso anno ha messo in campo 105 milioni tramite club deal per investirci, fa il rebranding e diventa Alps, con l’obiettivo di avviare una nuova fase di crescita come azienda infrastrutturale pienamente integrata a livello globale.
Con questa evoluzione, Alps vuole consolidare il proprio percorso da produttore di potenza di calcolo destinata al mining di bitcoin a costruttore e gestore di data center avanzati, in grado di trasformare l’energia in potenza di calcolo digitale: dal mining di bitcoin fino, in prospettiva, all’high-performance computing per l’intelligenza artificiale.
«Questo rebranding riflette ciò che Alps è diventata», dichiara Francesco Buffa, ceo e co-founder. «Non siamo più soltanto un’azienda blockchain: siamo un’azienda infrastrutturale. Progettiamo, costruiamo e gestiamo data center ad alta efficienza energetica partendo da zero, trasformando l’energia in potenza computazionale che alimenta l’economia digitale».
«Dal punto di vista finanziario produrre potenza di calcolo per la rete bitcoin ha sempre garantito - e continua a garantire - un flusso di cassa costante e senza precedenti nel settore delle infrastrutture digitali», aggiunge Francesca Failoni, cfo e co-founder. «Questa base solida ci permette di pianificare con una visione di lungo periodo e di integrare in modo strategico nuove applicazioni, come l’AI computing, all’interno della nostra infrastruttura esistente».
Fondata a Trento nel 2018, Alps ha sviluppato e gestito data center modulari ed energeticamente efficienti in Italia, Paraguay, Ecuador, Oman e Stati Uniti, con infrastrutture e contratti energetici già operativi per raggiungere, nel prossimo futuro, una potenza di calcolo equivalente a circa l’1,5% dell’hash rate globale di bitcoin.
Per hash rate si intende di fatto la misura della potenza di calcolo totale della rete impiegata nel mining per risolvere i puzzle matematici, che validano le transazioni e aggiungono nuovi blocchi alla blockchain. (riproduzione riservata)