Grazie a un finanziamento da 500 milioni di dollari in nuove azioni, la startup Ripple strappa una valutazione di 40 miliardi. La società fintech, attiva nel campo dei pagamenti digitali e delle criptovalute (la sua cripto si chiama Xrp), ha annunciato il 5 novembre 2025 di aver chiuso un round guidato da fondi affiliati a Fortress Investment Group, Citadel Securities, Pantera Capital, Galaxy Digital, Brevan Howard e Marshall Wace.
Con la nuova valutazione, Ripple può entrare nella top ten degli unicorni con la decima posizione, alle spalle della xAI di Elon Musk (nona con 50 miliardi di valutazione nel ranking di Cb Insights).
Fondata nel 2012, la società è nata con un focus sull’utilizzo della tecnologia blockchain per facilitare i pagamenti transfrontalieri. Il suo token proprietario, Xrp, è stato utilizzato per trasferire le valute.
Dopodiché, negli anni Ripple ha integrato la sua offerta di pagamenti digitali e nel 2024 ha lanciato una stablecoin ancorata al dollaro. In più, l'azienda ha iniziato a operare anche al di fuori del campo dei pagamenti, ad esempio nella custodia di cripto-asset.
I 500 milioni appena ottenuti e l’ingresso di nuovi investitori istituzionali andranno a rafforzare la rete di partner finanziari e a supportare la crescita dell’offerta fintech. Monica Long, presidente di Ripple, ha spiegato a Cnbc che l’azienda non aveva necessità immediata di fondi, ma ha scelto di procedere dopo aver riscontrato una forte domanda di investitori istituzionali, interessati a entrare nel capitale. La società, ha aggiunto Long, sta registrando un «anno di crescita record».
Con una valutazione di 40 miliardi di dollari Ripple diventa l’unicorno più ricco tra quelli attivi nel mondo delle cripto, staccando la cinese Bitmain (15 miliardi di valutazione), seconda – escludendo Revolut – nel ranking fatto da Beinsure che pure censisce 90 unicorni cripto. Altre società sono state quotate in borsa sfruttando il momento favorevole per il comparto. Tra queste Circle, che ha raccolto 1,1 miliardi di dollari con l’ipo negli Stati Uniti a giugno 2025. (riproduzione riservata)