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Francesco Minotti, ceo di Mcc
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Crédit Agricole scende in campo per BdM: da Parigi arriva una manifestazione d’interesse per l’ex Popolare di Bari

29 aprile 2026, 22:00

In pista anche Credem e Iccrea in cordata con la Popolare di Puglia e Basilicata. E altri istituti potrebbero partecipare alla gara indetta da Mcc. Offerte attese a maggio per chiudere la vendita entro il 2026

Spunta un pretendente francese per la Banca del Mezzogiorno (BdM). Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, Crédit Agricole ha presentato una manifestazione d’interesse per l’ex Popolare di Bari, istituto salvato nel 2020 da Mediocredito Centrale (Mcc) con un intervento da 1,6 miliardi, di cui 1,2 miliardi a carico del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd).

Da allora BdM è stata risanata ed è diventata una banca da 31,83 milioni di utili (+42,1%). E questi numeri, secondo le aspettative del Mef che controlla Mcc attraverso Invitalia, dovrebbero garantire buoni proventi dalla privatizzazione, partita proprio in questi giorni con la nomina degli advisor.

La campagna d’Italia

Agricole è già fortemente radicato nel Paese dopo aver concambiato nel 2007 la partecipazione in Banca Intesa con la rete di sportelli di Cariparma-FriulAdria, aver comprato negli ultimi anni le Casse di Rimini, San Miniato e Cesena, e infine il Creval con l’ops del 2021.

Per crescere ancora l’istituto francese guarda alla rete di 190 filiali dell’ex Popolare di Bari, ma prima dovrà battere la concorrenza del Credem e del tandem formato da Iccrea con la Popolare di Puglia e Basilicata, che hanno già presentato una manifestazione d’interesse.

Sul mercato la cordata composta dal gruppo delle bcc e dall’istituto di Altamura (Bari) viene descritta come il player più determinato e punta a dividersi gli sportelli di BdM, concentrati in Puglia, Campania e Abruzzo.

Incognita Palazzo Chigi

La banque verte potrebbe dover fare i conti anche con il golden power. I francesi si sono già rafforzati nel capitale di Banco Bpm, presentandosi con il 22,8% (primo socio) nell’assemblea che ha confermato alla guida il ticket formato dall’ad Giuseppe Castagna e dal presidente Massimo Tononi. Un peso azionario che ha permesso ad Agricole di raddoppiare i membri nel nuovo cda di Piazza Meda a quattro.

In questo contesto, se la banque verte dovesse battere la concorrenza dei rivali italiani nella corsa per l’ex Popolare di Bari, non è escluso che il governo decida di accendere un faro. Questo anche se la Commissione Ue ha già chiarito il suo pensiero sul consolidamento bancario, necessario per creare campioni europei capaci di contrastare i big cinesi e americani.

Una visione che ha spinto Bruxelles ad aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia proprio per contestare la legge sul golden power dopo che Palazzo Chigi l’ha esercitato per bloccare l’ops di Unicredit su Banco Bpm.

Gli altri interessati a Bari

La partita per il controllo dell’ex Popolare di Bari potrebbe presto allargarsi anche a Piazza Gae Aulenti. In questa fase la banca guidata dal ceo Andrea Orcel sembra concentrata sull’espansione all’estero, dove si è aggiudicata una quota rilevante nella greca Alpha Bank e sta scalando la tedesca Commerzbank. Il banchiere però non ha mai escluso acquisizioni in Italia e, per questa ragione, sul mercato si specula su un interesse per l’istituto pugliese.

Novità sono attese nelle prossime settimane visto che le offerte vincolanti per BdM sono previste a maggio. Dopo partirà la due diligence per arrivare in autunno alla concessione dell’esclusiva, in modo da chiudere l’operazione entro fine anno. Nel frattempo la prima linea di Mcc potrebbe entrare nel prossimo round di nomine pubbliche: nel mirino del governo ci sarebbe la poltrona del ceo Francesco Minotti.

Il nodo prezzo

Nel mentre gli advisor stanno sondando l’interesse di altri potenziali acquirenti. Ad affacciarsi su Bari potrebbe essere anche la Banca Agricola Popolare di Sicilia (Baps), che già aveva provato a espandersi nel resto d’Italia a inizio 2025. All’epoca l’istituto di Ragusa aveva puntato la Banca di Credito Popolare di Torre del Greco. Bpm invece si è chiamata fuori dalla gara e ha smentito ogni interesse per BdM.

Sull’esito della partita peserà il nodo del prezzo. Il Mef si aspetta di incassare un valore pari almeno al patrimonio dell’ex Popolare di Bari, che sfiora 600 milioni. Un multiplo giudicato da alcuni interessati piuttosto pretenzioso vista la redditività non stellare della banca (il roe è al 5,7%) e le incertezze che oggi pesano sul settore del credito. (riproduzione riservata)



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