L’amministratore delegato di Crédit Agricole, Olivier Gavalda, ha detto di seguire con grande attenzione le possibili opzioni di fusione con Banco Bpm dopo aver aumentato la partecipazione nella banca italiana. Intanto, martedì 18 novembre, il gruppo bancario francese ha presentato il nuovo piano industriale al 2028, il primo con il nuovo amministratore delegato nominato lo scorso maggio, in cui vede l’Italia crescere come incidenza dell’utile netto di gruppo dal 15% al 20%.
«Se Banco Bpm ci proponesse una fusione con Crédit Agricole Italia, esamineremmo la proposta con la massima attenzione», ha spiegato Gavalda in un’intervista al quotidiano francese Le Figaro. Alla domanda sulla posizione del governo italiano in un’operazione di questo tipo, ha risposto che Crédit Agricole è «un attore storico, molto radicato sul territorio, e sosteniamo l’economia italiana».
Durante l'Investor Day, il ceo Gavalda ha poi specificato: «Immagino che siate tutti consapevoli che siamo molto attenti a ciò che accade nel mercato italiano. Se Banco Bpm ci contattasse per un'integrazione, la considereremmo favorevolmente. Ma in nessun caso accetteremmo di vendere Crédit Agricole Italia in cambio di liquidità. Siamo un attore di lunga data in Italia e ci impegniamo a continuare a supportare i nostri 6 milioni di clienti italiani».
Crédit Agricole sta valutando diverse opzioni strategiche dopo aver alzato la partecipazione nel Banco poco sopra il 20%. La banca francese starebbe lavorando con Deutsche Bank e Rothschild per esplorare una possibile fusione tra Banco Bmp e le attività italiane di Crédit Agricole.
Le dichiarazioni arrivano mentre Gavalda, che ha assunto la guida del gruppo a maggio, presenta un nuovo piano strategico che punta su una forte crescita al di fuori della Francia, a partire dall’Italia. Crédit Agricole è già il principale azionista di Banco Bpm. L’amministratore delegato del gruppo milanese, Giuseppe Castagna, ha detto che Crédit Agricole e Mps sono «le due opportunità più chiare» per una possibile operazione di consolidamento nel settore bancario italiano. Un eventuale accordo tra Banco Bpm e le attività italiane di Crédit Agricole potrebbe portare la banca francese a detenere una partecipazione compresa tra il 30% e il 40% nella nuova entità risultante dalla fusione, riporta Bloomberg. (riproduzione riservata)