Credem Euromobiliare Private Asset scommette ancora sul settore idrico. Questa volta la sgr del gruppo bancario che fa capo alla famiglia Maramotti ha investito 3 milioni di euro nella milanese Iride Acque per aiutarla a crescere anche con nuove acquisizioni. «Parliamo di un’azienda giovane», spiega Daniele Molinaro, ceo alla gestione dei Fondi, ma «con soluzioni innovative e brevettate che si applicano a molti settori industriali per ridurre l’impronta idrica in nome di una sostenibilità concreta e redditizia per le imprese».
Iride vuole creare un polo specializzato nella gestione e nel riutilizzo dell’acqua, diventata ormai una risorsa critica. Un progetto partito nel 2023 con l’acquisizione della monzese Biemme Engineering e proseguito - grazie al sostegno del gruppo bancario emiliano - con la conquista della leccese Bieffe Costruzioni.
«Per noi l’ingresso di Credem rappresenta un momento fondamentale nella creazione di una piattaforma che offra soluzioni innovative per ridurre l’impronta idrica del mondo industriale», commenta Monica Casadei, founder e ceo di Iride. «Un partner finanziario di primario livello ma non solo, un investitore con cui condividiamo valori e visione industriale».
Grazie all’m&a Iride punta a un fatturato sopra 13 milioni già nel 2026, ma l’obiettivo è arrivare a 30 milioni di ricavi in un biennio anche allargando il perimetro all’estero. È in quest’ottica che rientra l’investimento di Credem Euromobiliare Private Asset sgr, che negli anni ha raccolto più di 230 milioni con i fondi Cvcii, Elite ed Eltifplus.
Quest’ultimo è il veicolo che ha fornito a Iride le risorse per crescere e in portafoglio ha diverse partecipazioni come quelle in Regas, Lir, Contri Spumanti, Finlogic e Novaref. (riproduzione riservata)