Rafforzare la generazione di cassa, riportare alla profittabilità l’eolico offshore, far diventare più redditizi i business legati alla sostenibilità. E riconquistare definitivamente la fiducia dei piccoli azionisti. Per Alessandro Puliti, salito in corsa alla guida di Saipem e appena confermato amministratore delegato, sono queste le priorità per i prossimi anni. Lo spiega nel dettaglio in questa intervista a MF-Milano Finanza, la prima che rilascia da quando, con gli azionisti di maggioranza Eni e Cdp, è stato avviato il lungo salvataggio della società.
Domanda. È passato ormai più di un anno dal profit warning di gennaio 2022. Quando è arrivata la svolta?
Risposta. A livello finanziario il momento chiave è stato l’aumento di capitale conclusosi nel luglio 2022, reso possibile grazie al sostegno dei molti azionisti che hanno rinnovato la loro fiducia in Saipem, al ruolo imprescindibile di Eni e Cdp e al pool di 13 banche che hanno supportato l’operazione. Dal punto di vista più operativo la svolta è avvenuta quando siamo riusciti a ridare certezza alla realizzazione dei progetti nell’eolico offshore e a rimettere in carreggiata quelli che erano entrati in sofferenza a causa del Covid.
D. Pensa che Saipem abbia già riguadagnato la fiducia dei piccoli azionisti?
R. Purtroppo la fiducia si perde in un istante e servono poi risultati positivi costanti nel tempo per riconquistarla. Siamo sulla buona strada. I report degli analisti commentano positivamente il nostro posizionamento finanziario e di business.
D. Il 2022 si è chiuso con ebitda positivo e perdite drasticamente ridotte. Fa previsioni su un ritorno del dividendo?
R. È presto per parlare di dividendo, ma questo rimane il traguardo che dobbiamo raggiungere e dobbiamo farlo in tempi ragionevoli perché è l’unico modo per ripagare la fiducia degli investitori e per dare anche ristoro ai piccoli azionisti.
D. Che cosa c’è in cima alle strategie per i prossimi anni?
R. Tra le nostre priorità c’è il rafforzamento della generazione di cassa in maniera costante e consistente. Per raggiungere questo obiettivo stiamo dando esecuzione al piano strategico, che prevede di far lavorare a pieno regime la nostra flotta di navi per le installazioni e le perforazioni a mare, che sono per noi i settori a più alta marginalità. Stiamo facendo tesoro delle esperienze maturate nell’eolico offshore nell’ottica di far tornare alla profittabilità questo settore, che rappresenta il nostro futuro nelle energie rinnovabili. Altro punto chiave della nostra strategia sarà far decollare i settori a basso o nullo impatto carbonico, come gli impianti per la cattura della CO2, quelli per il riciclo delle plastiche e il settore delle infrastrutture sostenibili.
D. Come selezionerete l’ acquisizione di commesse nell’eolico offshore?
R. A fine marzo la percentuale complessiva di completamento dei progetti wind offshore era di oltre l’85%. Abbiamo raggiunto importanti traguardi, come la conclusione del progetto Seagreen, il più grande parco eolico della Scozia, e il completamento della prima campagna di installazione per Dogger Bank, che sarà il più grande parco eolico offshore del mondo. E la nostra Saipem 7000, nave nata per il settore oil & gas, è ora impegnata al 100% nella realizzazione di parchi eolici offshore ed è il simbolo della nostra transizione energetica. Certo, saremo più selettivi nell’acquisizione dei nuovi contratti perché certi rischi di cui i contrattisti hanno accettato di farsi carico si sono rivelati insostenibili, non solo per Saipem ma anche per gli altri operatori del settore. I nuovi contratti dovranno essere quindi più equilibrati perché alla sostenibilità ambientale bisogna associare quella economica di tutta la filiera.
D. Qual è la percentuale del portafoglio sganciata dal petrolio?
R. Ad oggi circa il 76%. Di questa percentuale, il 69% è relativo al gas naturale e il rimanente 7% a progetti di infrastrutture, non-oil e rinnovabili. Per i prossimi tre anni intendiamo incrementare fino al 25% la percentuale delle attività legate a progetti a basse emissioni di carbonio.
D. Tornando all’eolico offshore, ci saranno altre alleanze come quella con Seaway7?
R. Le alleanze sono benvenute quando permettono agli attori coinvolti di essere maggiormente competitivi. Siamo aperti a collaborazioni con altri partner senza precluderci nessuna strada.
D. Saipem ha progetti legati a Pnrr e RePowerEu?
R. Saremo attenti a cogliere le opportunità: si tratta di fondi per lo sviluppo di nuove infrastrutture per le quali abbiamo un valido track record e le giuste competenze.(riproduzione riservata)