Il rapporto deficit/pil è salito al 3,4% nel terzo trimestre 2025, in crescita di oltre 1 punto percentuale dal 2,3% dello stesso trimestre. È quanto emerge dal report dell'Istat su conto trimestrale delle amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie, profitti delle società.
Entrando nello specifico, il saldo primario delle amministrazioni pubbliche (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un'incidenza sul pil dello 0,4% (1,6% nel terzo trimestre del 2024), mentre quello corrente è dell'1,3% (2,2% nello stesso periodo dell’anno precedente).
Guardand alle famiglie italiane, l’Istat registra un aumento dell’1,8% del loro potere d’acquisto. La spesa per consumi finali rimane però debole: nello stesso periodo i consumi sono cresciuti appena dello 0,3%.
Anche la propensione al risparmio degli italiani è aumenta (dell’1,5%) raggiungendo l’11,4%, il livello massimo dal terzo trimestre del 2009, escludendo il periodo del Covid.
Da notare inoltre che nei primi nove mesi dell'anno la pressione fiscale si è attestata al 39,9% del pil, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto ai 39,6 del 2024. Nel terzo trimestre del 2025, è stata però pari al 40%, in calo di 0,8 punti percentuali.
Quanto al mondo produttivo, nel terzo trimestre del 2025, la quota di profitto delle società non finanziarie è stimata al 42,3%, in diminuzione di 0,9 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. In termini congiunturali, la flessione di questo indicatore è il risultato (al netto degli investimenti) di un calo del risultato lordo di gestione dell'1,9% e di una crescita del valore aggiunto pari allo 0,2%.
Leggermente in aumento invece il tasso di investimento delle società non finanziarie nel terzo trimestre: è stimato al 22,8% (+0,1 punti percentuali) a fronte di un incremento degli investimenti fissi lordi dello 0,7%. (riproduzione riservata)