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Francesco Boccia, capogruppo Pd al Senato
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Conti pubblici, Francesco Boccia (Pd): «Giorgetti non può decidere da solo»

di Giusy Iorlano
03 giugno 2025, 20:03

Il capogruppo dem al ministro dell'Economia e delle Finanze: «Flessibilità non vuol dire meno trasparenza»

Il cantiere della nuova legge di contabilità agita le opposizioni. Diverse le questioni ancora da redimere, ma «abbiamo aspettato il ministro Giorgetti per qualche mese, come ormai purtroppo siamo abituati a fare anche con altri ministri. Giorgetti aveva oggi l’occasione e l’opportunità di confrontarsi con le opposizioni sulla riforma della legge di contabilità, sempre approvata a larghissima maggioranza, come il ministro ben sa. Ma anziché parlarci di quello ha divagato e mescolato le carte. Se e quando vorrà parlare seriamente di politiche industriali ed economiche, le opposizioni ci sono. Ma oggi sulla legge di contabilità pubblica siamo di fronte a una forzatura grave, si approva una mozione a maggioranza che piega le opposizioni. Quando ci ritroviamo una legge di contabilità, che cambia le regole del gioco fondamentali, senza averla approvata, quando si piega il funzionamento delle commissioni come sulla riforma della giustizia, siamo di fronte a una maggioranza che fa parlare i numeri, non la politica. Una maggioranza che usa i muscoli dei numeri e piega l’opposizione: ci dite dov’è la democrazia?». Così dall’Aula di Palazzo Madama Francesco Boccia, presidente del gruppo Pd, intervenendo sul dibattito per le mozioni in materia di conti pubblici.

Nello specifico, le osservazioni del Pd si concentrano sull’assenza di un documento dettagliato della nuova legge di contabilità.

«Questo governo ha trasformato il Def nel Dpf, un mero documento di controllo sull’andamento dei conti privo del suo contenuto programmatico», ha spiegato Boccia. Il vero obiettivo del Def era leggere le traiettorie di spesa alla base delle politiche di bilancio. A fronte di una nuova governance europea che si fonda su una programmazione di medio termine fino a 7 anni, il governo deve farci capire cosa accade in quel periodo e non lo fa. Il documento doveva recare indicazioni puntuali sulla riforma della contabilità pubblica non affronta le principali criticità. Per prima cosa si accorciano i tempi dell’esame parlamentare: il governo si prende più tempo e differisce a ottobre la presentazione del documento, il Parlamento avrà così meno di 2 settimane per esaminare un documento che di fatto ha meno informazioni del documento precedente».

Boccia (Pd): Sui conti pubblici flessibilità non vuol dire meno trasparenza

Altro tema è la trasparenza del bilancio, che, per il senatore Boccia dovrebbe essere affrontato a cominciare dal rapporto tra traiettoria di spesa della pubblica amministrazione e traiettoria di spesa del bilancio dello Stato. «Questo aspetto non è stato ancora affrontato dal governo», sottolinea Boccia. Un ulteriore tema sul fronte della trasparenza è quello, poi, che riguarda lo stato dei fondi più frequentemente utilizzati per la copertura dei provvedimenti di spesa, come il Fondo esigenze indifferibili (Fei) o il Fondo per gli interventi strutturali di politica economica (Fispe) «che vengono sempre più spesso utilizzati per la copertura di nuove iniziative legislative.

«Non c’è flessibilità di bilancio senza trasparenza», ha osservato Boccia aggiungendo che il Governo «non può chiedere spazi di flessibilità di bilancio al Parlamento senza proporre preliminarmente una disciplina contabile che conferisca al bilancio una effettiva trasparenza. Decide il Parlamento come postare le risorse che riguardano la vita del Paese: scuola, sanità, assistenza, trasporti. Non può decidere il ministro dell'Economia nel chiuso di una stanza, spacciando questa riduzione della democrazia per più flessibilità e modernità», ha concluso il senatore.(riproduzione riservata)



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