Un’autorità in grado di coniugare tutela del risparmio e sostegno alla competitività, che abbia la capacità rafforzata di «interpretare e governare la trasformazione dei mercati, promuovendo una vigilanza moderna, efficace e orientata al rischio, in grado di sostenere la tutela del risparmio, lo sviluppo del mercato dei capitali e della competitività del sistema», con strumenti di controllo aggiornati. Il presidente designato della Consob, Guido Stazi, ha sintetizzato così davanti ai parlamentari delle Commissioni riunite Finanze di Camera e Senato la linea che intende seguire nell’incarico settennale che sta per assumere. Una nuova pagina in un percorso professionale quasi interamente speso nel mondo delle autorità indipendenti, a partire dal 1991, quando Stazi contribuì alla nascita della nuova autorità Antitrust. Poi il passaggio a capo di gabinetto dell’Autorità per le comunicazioni e successivamente, dal 2013 al 2017, ai tempi di Giuseppe Vegas presidente, è stato segretario generale Consob. Fino al ritorno in Antitrust, come segretario generale.
Esperienze utili a comprendere «quanto siano strettamente connessi i temi della concorrenza, della trasparenza, dell’efficienza dei mercati e della tutela degli investitori», ha sottolineato Stazi, che ieri ha ottenuto il voto favorevole delle Commissioni Finanze di Camera e Senato. L’ultimo passaggio sarà il decreto del Presidente della Repubblica e poi Stazi, a più di quattro mesi dalla scadenza di Paolo Savona, potrà essere nominato nuovo presidente Consob in un momento cruciale per il sistema finanziario italiano, tra la maxi opas annunciata da Intesa su Mps-Mediobanca e le manovre di quest’ultima per una possibile fusione con Banco Bpm.
Quale sarà l’approccio della nuova Commissioni a guida Stazi davanti a questo risiko? Come frenare i continui delisting delle società da Piazza Affari? E come far crescere il sistema finanziario italiano invogliando le famiglie che oggi hanno più di 1.300 miliardi parcheggiati in liquidità e conti correnti a utilizzare quelle risorse per far crescere il Paese? «Ho lasciato la Consob otto anni fa e la mia nomina è stata inaspettata. Non ho la supponenza di avere una ricetta pronta ma a me sembra chiaro che la questione centrale è quella delle quotazioni. Perché da noi c'è questa ritrosia delle piccole e medie imprese, che sono il cuore produttivo italiano, a quotarsi e dei risparmiatori che preferiscono tenere i soldi in banca», ha risposto Stazi ai parlamentari che gli hanno rivolto queste domande durante l'audizione.
Determinante per il miglioramento del sistema sarà poi la spinta per l’educazione finanziaria, ha aggiunto, per evitare che le giovani generazioni più digitali, attratte dalla «gamification», cadano nella trappola della «gamblification», dove a prevalere è la scommessa finanziaria, ha detto Stazi, che non ha mancato di parlare di cripto attività. «Un settore caratterizzato non solo da rilevanti opportunità ma anche da elevati profili di rischio», ha aggiunto valorizzando il lavoro svolto dal presidente uscente Savona su questi rischi e sottolineando il ruolo del regolamento europeo Micar e la necessità di vigilare sui cosiddetti «fininfluencer» che promuovono investimenti sui social senza autorizzazione.
Poi ha citato il caso Bending Spoons come esempio del rischio di fuga di capitali e competenze verso i mercati esteri: «Abbiamo visto ragazzi italiani che si sono quotati a New York. È chiaro che quando c'è un'idea grandiosa vai dove ci sono i capitali. Dovremmo quindi fare in modo, da tutti i punti di vista, di aumentare l'importanza del mercato finanziario italiano in collegamento con quelli europei», ha aggiunto. Stazi ha poi parlato di luci e ombre riferendosi al mercato azionario: «Non accenna a rallentare l'esodo delle imprese italiane dalla borsa italiana, ma è cresciuta la capitalizzazione del mercato», ha osservato. Un andamento «determinato dall'incremento dei prezzi dei titoli dei settori bancari ed energetico e che vedono un importante ruolo dello Stato come tutore di asset strategici», comparti che «meritano particolare attenzione alla luce delle tensioni geopolitiche internazionali e delle sfide poste dalle transizioni in atto».
Sul consolidamento in corso nel settore bancario, Stazi ha chiarito il proprio perimetro di intervento. «Sono operazioni di mercato di grande rilevanza e importanza», ha spiegato ai parlamentari, sottolineando che non ama il termine risiko bancario, che fa pensare piuttosto a giochi da tavolo. «Le ho viste dal lato antitrust ma già da qualche giorno ho delegato le mie funzioni in Antitrust al vicesegretario generale e non ho accesso ai documenti Consob, come è giusto che sia», ha spiegato aggiungendo che avrà accesso a tali documenti solo qualora il processo di nomina si completi con la firma del Presidente della Repubblica e chiarendo che se «l'Antitrust interviene sul merito delle operazioni, la Consob non interviene sul merito ma deve in qualche modo assicurare che l'informazione sia corretta, sia trasparente, sia immediata verso il mercato».
Tra i principi guida del suo mandato ci saranno «indipendenza, imparzialità e trasparenza» e «neutralità», ha sottolineato Stazi citando nel suo intervento il filosofo liberale Benjamin Constant. Una neutralità «che non vuol dire assenza di valori» ma «equidistanza rispetto agli interessi particolari che entrano in conflitto e capacità di perseguire esclusivamente gli interessi generali e i beni costituzionalmente rilevanti che l’ordinamento considera meritevoli di tutele speciali».
Altri principi cardine saranno la trasversalità delle competenze e la collegialità. «In tutte le mie esperienze pregresse ho potuto constatare che una maggiore integrazione delle competenze giuridiche, economiche, finanziarie e tecnologiche rappresenta un fattore essenziale per affrontare con efficacia le trasformazioni del mercato e garantire una vigilanza moderna», ha concluso Stazi, che punta anche «sulla natura collegiale del governo dell’autorità, con le qualità professionali e umane dei componenti della commissione che consentiranno a Consob di rispondere alle sfide». (riproduzione riservata)