Il governo Meloni si prende qualche giorno in più per avviare la procedura di nomina del nuovo presidente della Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob) che andrà a sostituire Paolo Savona.
La decisione era attesa nel consiglio dei ministri di oggi, 20 gennaio, ma è anche vero che il mandato settennale di Savona scade l’8 marzo dopo essere stato scelto durante il governo Conte I, composto dal M5s e dalla Lega.
Il candidato in pole position resterebbe il sottosegretario all’Economia, Federico Freni. L’avvocato leghista è stato prima chiamato a ricoprire il ruolo di sottosegretario al Mef nel governo guidato da Mario Draghi e a reiterare poi l’esperienza in quota Lega nell’esecutivo Meloni con doppia delega alla regolamentazione, alle politiche e alla vigilanza del sistema finanziario, nonché agli interventi finanziari a sostegno dell'economia.
Nel suo mandato al fianco del ministro Giancarlo Giorgetti, Freni è stato il regista della riforma della Borsa. Prima la legge Capitali, che tra le altre misure ha introdotto anche una nuova disciplina della lista del cda per la nomina degli amministratori delle società quotate. Poi la riforma del Testo unico della finanza (Tuf).
Sulla nomina di Freni andrebbe infatti vinta qualche resistenza o quantomeno indecisione, anche interna alla maggioranza di governo. Il responsabile economico di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, ha sottolineato che Freni «ha tutte le caratteristiche per svolgere quel ruolo ma allo stesso tempo è una pedina importante nello scacchiere del Mef».
Più dura la posizione di Forza Italia. Il portavoce nazionale degli azzurri, Raffaele Nevi, ha segnalato che «non ci ha mai convinto la designazione di un politico alla Consob. Secondo noi è bene che lì, siccome si tratta di questioni molto tecniche, ci sia un tecnico, un non politico di alto livello con grande esperienza.» Senza «nulla togliere a Freni che è uno straordinario sottosegretario al ministero delle Finanze» ha aggiunto.
Mentre è arrivato pochi giorni fa l’endorsement del vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, alla nomina di Freni alla presidenza di Consob. «Mi farebbe molto piacere», aveva detto Salvini aggiungendo che non solo è «un bravissimo sottosegretario, lo conosco, l'ho candidato ed è un parlamentare della Lega: se non mi facesse piacere sarebbe strano».
Fa storcere il naso anche l’età del romano e romanista: Freni è del 1980, ha quindi 45 anni, la metà dell’età di Paolo Savona che compirà infatti 90 anni a ottobre 2026. E neanche rientra nei criteri per essere eletto al Quirinale (servono 50 anni).
Se il sottosegretario appare in pole position, non sono da escludere altre opzioni: gli attuali commissari dell’Autorità Federico Cornelli e Gabriella Alemanno, sorella di Gianni. Ma è anche plausibile la candidatura di Renato Loiero, consigliere economico della premier, nonché di Marina Brogi docente universitaria e componente del comitato degli operatori di mercato e degli investitori della Consob. In corsa per il post-Savona ci sarebbe anche Carlo Cottarelli, noto per il suo ruolo passato al Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e per dirigere l'Osservatorio sui conti pubblici italiani. (riproduzione riservata)