Una borsa sempre più povera di aziende quotate (in Europa) e sempre più correlata all'andamento del bitcoin (negli Usa). Questa la fotografia dei mercati odierni che emerge dal rapporto Consob Tendenze e sfide per il settore finanziario italiano.
Un settore finanziario che deve fare i conti anche con la tradizionale croce del risparmio tricolore: troppa liquidità nei conti, pochi investimenti. Il rapporto tra liquidità e strumenti finanziari detenuti, in Italia, è pari al 48%, contro il 17% degli Stati Uniti. Attenzione però: incredibile ma vero, il Paese è tra i virtuosi dell'Eurozona, la cui media liquidità/investimenti è del 60%.
Una delle evidenze fondamentali del rapporto Consob è la crescente correlazione tra andamento delle borse (molto più l'S&P 500 americano rispetto ai listino Ue) e le criptovalute. E questo perché, spiega l'Authority, gli investitori istituzionali sono sempre più attivi nel mercato delle cripto, tanto più dopo l'approvazione negli Usa dei primi Etf con divise digitali come sottostanti. Prendendo come coefficiente di correlazione l'indice di Pearson (con scala da 0 a 1) quella tra bitcoin e S&P 500 è salita lo scorso anno da 0,1 fin quasi a 0,6, rimarcando come l'andamento dei mercati azionari sia sempre più associato a quello delle cripto.
Il rapporto conferma poi la cronica emorragia delle borse europee e di quella italiana nello specifico. Sul mercato principale di Piazza Affari, Euronext Milan, dal 2018 al 2024 ci sono stati 84 delisting a fronte di sole 50 ammissioni. Lo scorso anno il fenomeno è stato ancora più marcato: due ammissioni e 15 revoche. Per favorire un maggiore sviluppo dei mercati, spiega il rapporto Consob, occorre incoraggiare sempre più la partecipazione degli investitori istituzionali. Su Euronext Milan, certifica l'autorità di vigilanza, la quota di capitalizzazione media riferibile ai fondi è superiore al 30% per le società più grandi, ma scende ad appena l'11% per le piccole e medie imprese quotate.
Cosa fare per facilitare l’accesso ai mercati dei capitali da parte delle imprese e consentire che maggiori risorse finanziarie affluiscano nei mercati pubblici? È necessario, conclude il rapporto Consob, proseguire nella semplificazione del quadro normativo e intensificare le attività di educazione finanziaria per famiglie e imprese, in particolare pmi, nell’ottica di favorire la transizione dall’unione dei mercati dei capitali alla più ambiziosa e inclusiva unione del risparmio e degli investimenti. (riproduzione riservata)